• Articolo , 1 aprile 2011
  • L’Onu dà lezione di edilizia ad alta efficienza

  • Moduli fotovoltaici, raccolta dell’acqua piovana, sistemi di risparmio energetico ed idrico: a Nairobi la sede del Programma Ambientale delle Nazioni Unite si rinnova scegliendo la sostenibilità

(Rinnovabili.it) – E’ stata inaugurata ufficialmente ieri, a Nairobi, la nuova “sede amministrativa”:http://www.unep.org/gc/gc26/Building-for-the-Future.pdf dell’Unep, il programma Ambientale delle nazioni Unite. A fare gli onori di casa il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, che nella conferenza stampa di lancio non ha esitato a definire il nuovo complesso di uffici un modello per l’architettura sostenibile ed ecofriendly per l’Africa e non solo. La struttura, che ospita anche il Programma per gli Insediamenti Umani (UN-HABITAT), è stata realizzata integrando le più moderne soluzioni verdi, dai 6mila metri quadrati di moduli fotovoltaici alle vernici ecologiche, dall’illuminazione e apparecchi elettrici a basso consumo fino ai sistemi di raccolta di acqua piovana e per il risparmio idrico.
“Questo edificio è bello, confortevole ed efficiente. Ma più di tutto è un modello di vita per un nostro futuro sostenibile”, ha asserito Ban. “Se la popolazione in continua crescita intende sopravvivere su questo pianeta, c’è bisogno di progetti intelligenti che massimizzino le risorse, riducano gli sprechi servendo persone e comunità. E questo impianto raggiunge tutti questi obiettivi”.
Una scelta, quella della nuova sede, con cui Onu intende assumersi l’impegno di dimostrare in prima persona che un altro modo di vivere è possibile. Come riporta anche l’ultimo rapporto Unep sul tema, gli edifici sono attualmente responsabili di oltre un terzo del consumo globale di energia e sono la principale fonte di gas a effetto serra nella maggior parte dei paesi. Secondo le stime dell’Intergovernmental Panel on Climate Change le emissioni legate al comparto saliranno a 11,1 miliardi di tonnellate entro il 2020. A ciò si aggiunge l’impronta ambientale dei materiali da costruzione, la cui produzione contribuisce con ulteriori 4 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno.