• Articolo , 9 marzo 2011
  • L’UE dà il benvenuto all’efficienza energetica

  • La Commissione europea ha approvato il nuovo Piano per il risparmio energetico. Al centro del pacchetto: smart meter, il ruolo dell’edilizia pubblica e privata e l’efficientamento della produzione energetica

La posta in gioco è alta. Riuscire a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dei Ventisette e ridurre nel contempo le emissioni di gas serra e degli altri inquinanti. Per ottenere ciò la Commissione Europea sa bene che una delle modalità più efficaci è rappresentata dall’efficienza energetica ed è per questo che nel 2007 si è prefissata un obiettivo di risparmio del 20% sui consumi termici ed elettrici comunitari entro il 2020. Venti punti percentuali che si tradurrebbero *in 368 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio* (Mtep) in meno sui quei 1.678 Mtep pronosticati dalla stessa Unione al 2020. Per rendere la strada dell’efficienza più concreta, come già annunciato nei giorni scorsi, l’esecutivo europeo ha adottato formalmente la comunicazione “Energy Efficiency Plan”:http://ec.europa.eu/energy/efficiency/action_plan/action_plan_en.htm, un pacchetto di misure pensato e disegnato per andare incontro a famiglie, imprese e autorità pubbliche.
L’obiettivo preposto da Bruxelles è quello di alzare gli standard qualitativi della vita quotidiana, generando risparmi finanziari fino a *1.000 euro per nucleo familiare l’anno*, migliorando la competitività industriale dell’UE con un potenziale occupazionale *fino a 2 milioni di posti di lavoro*.
“Nonostante i progressi raggiunti – ha dichiarato Günther Oettinger, Commissario europeo responsabile per l’Energia – le nostre stime mostrano che abbiamo bisogno di un’ulteriore azione decisa e coordinata in materia di efficienza energetica, senza la quale l’UE non raggiungerà il suo obiettivo di risparmio energetico del 20% entro il 2020. Costruire una strada a lungo termine è necessario per realizzare un uso efficiente delle risorse e un’economia decarbonizzata entro il 2050, portando l’Unione all’avanguardia nell’innovazione”. Le stime attuali indicano che i settori che meritano la massima attenzione sono quello residenziale, dei trasporti e del terziario con possibilità, anche se più limitate, per l’industria.

Contestualmente le nuove misure contemplate nel piano indicano:

*La promozione del ruolo esemplare del settore pubblico, fissando un obiettivo vincolante per accelerare il tasso di rinnovamento del patrimonio pubblico nel settore dell’edilizia. Le autorità pubbliche dovrebbero essere tenute a rinnovare almeno il 3% dei loro edifici ogni anno. Inoltre, introduce criteri di efficienza energetica negli appalti pubblici.

* L’innesco di processo di risanamento degli edifici privati e di miglioramento del rendimento energetico degli elettrodomestici.

* Il miglioramento dell’efficienza nella produzione elettrica e termica.

* La previsione di requisiti di rendimento energetico per le apparecchiature industriali, la fornitura di diagnosi energetiche e informazioni più puntuali alle PMI e di sistemi di gestione dell’energia per le imprese di grandi dimensioni.

* La diffusione di reti e contatori intelligenti che forniscano ai consumatori le informazioni e i servizi necessari per ottimizzare il consumo energetico e calcolare il loro risparmio.

Spetterà alla Commissione controllare l’attuazione del Piano d’azione e tradurre queste azioni in una proposta legislativa nei prossimi mesi. Il lavoro si riferirà sui *progressi compiuti nella primavera del 2013* nel quadro della nuova governance europea. Se dall’esame risultasse che l’obiettivo generale dell’UE è un obiettivo difficilmente raggiungibile, la Commissione proporrà target giuridicamente vincolanti per il 2020.