• Articolo , 18 marzo 2008
  • L’UE deve tagliare le emissioni di Co2 del 50% entro il 2050

  • Tecnologie per l’energia: quali innovazioni e strategie industriali in Europa? Il SET-Plan e le sue proposte

Si è tenuto oggi il workshop dell’ENEA nell’ambito del quale è stato presentato un dossier ”Tecnologie per l’energia: quali innovazioni e strategie industriali in Europa? Il Set Plan e le sue proposte”. Sotto esame il quadro mondiale delle emissioni di Co2, facendo riferimento ai dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che riporta come la domanda a livello mondiale sia in continua ascesa. Questa crescerà del 55% entro il 2030 con tendenza al raddoppio prima del 2050. Per questo le emissioni di Co2 passerebbero dagli attuali 26 a circa 42 miliardi di tonnellate all’anno nel 2030, per raggiungere livelli dell’ordine di 58 miliardi di tonnellate nel 2050. Bisogna, quindi, elaborare strategie per ridurre del 50-60%, entro il 2050, le emissioni globali di gas serra. A tal fine l’introduzione di nuove tecnologie energetiche diventa un passo obbligato per l’Europa. ”Le attuali tendenze e le relative proiezioni per il futuro – sottolinea il dossier – mostrano che non siamo sulla strada giusta per realizzare gli obiettivi della politica energetica”. Infatti ”se i governi dell’UE investissero oggi agli stessi livelli degli anni Ottanta, la spesa pubblica totale dell’UE per lo sviluppo di tecnologie energetiche sarebbe quattro volte superiore all’attuale livello di investimenti di circa 2,5 miliardi di euro all’anno”. I prossimi 10 anni saranno quindi il banco di prova per l’Europa. Le mosse da compiere sono: realizzare dei biocarburanti di seconda generazione come alternativa competitiva ai combustibili fossili; consentire l’uso commerciale delle tecnologie per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2, mediante attività di dimostrazione su scala industriale, anche in materia di efficienza di sistemi completi e di ricerca avanzata; raddoppiare la capacità di generazione di energia delle turbine eoliche più grandi, concentrandosi sugli impianti in mare; dimostrare la competitvità dei grandi generatori fotovoltaici e dell’energia solare a concentrazione; permettere la costituzione di un’unica rete europea intelligente dell’elettricità capace di integrare le fonti energetiche rinnovabili e decentrate; introdurre sul mercato di massa dispositivi e sistemi più efficienti di conversione dell’energia per gli usi finali, come la poligenerazione e le celle a combustibile, nell’edilizia, nei trasporti e nell’industria; preservare la competitività nelle tecnologie della fissione, insieme a soluzioni a lungo termine per la gestione delle scorie.