• Articolo , 19 gennaio 2011
  • L’UE mira a una “società del riciclaggio” ma l’alba è ancora lontana

  • In alcuni paesi lo smaltimento in discarica è virtualmente scomparso, in altri più del 90% dei rifiuti viene ancora interrato. Il quadro proviene dalla nuova relazione dell’esecutivo europeo che è pronto a spronare gli Stati membri affinché diano piena attuazione e applicazione delle norme sui rifiuti

(Rinnovabili.it) – “Il mio vecchio cellulare contiene oro, platino, palladio e rame: tutte risorse rare in Europa. Una tonnellata di questi apparecchi contiene circa 280 grammi d’oro, 140 grammi di platino e palladio e 63,5 chilogrammi di rame. Non si tratta di rifiuti da interrare o incenerire, ma di risorse che dovremmo rispettare”. Non ci sono dubbi per Janez Potočnik, commissario UE per l’ambiente, ciò che viene buttato dalle case europee ha in sé un potenziale da non sottovalutare. Potenziale che potrebbe rendere l’Ue 27 una vera e propria “società del riciclaggio”, dove i rifiuti vengano sfruttati come una vera e propria risorsa. Ad oggi l’Unione europea, nonostante gli indubbi progressi sul fronte della prevenzione e del ‘riutilizzo’ della spazzatura urbana ma la situazione globale risulta essere ancora lontano dell’essere soddisfacente, basti pensare che i rifiuti sono ancora al centro del 20% circa di tutti i procedimenti d’infrazione in materia di diritto ambientale; a certificarlo è una relazione pubblicato oggi dalla Commissione europea secondo cui la produzione complessiva di rifiuti è tendenzialmente in aumento nella maggior parte degli Stati membri. Il dato sembra tuttavia non andare di pari passo con la crescita economica: nell’ultimo decennio la produzione si è stabilizzata su circa 524 kg pro capite all’anno nonostante il contemporaneo aumento dei consumi domestici cresciuti in media del 16%. Escludendo alcuni paesi che hanno compiuto progressi eccellenti, la situazione europea mostra una complessa difformità con tassi di riciclaggio variabili da pochi punti percentuali fino al 70%. Esistono ampi margini di miglioramento che Bruxelles evidenzia nella sua relazione a partire dall’introduzione di una combinazione degli strumenti economici e normativi come il divieto di smaltimento in discarica e l’applicazione del concetto di responsabilità del produttore ad altri flussi di rifiuti all’interno dell’UE. Punto fondamentale, inoltre, introdurre una progettazione dei prodotti più coerente ed il pieno coinvolgimento dei soggetti interessati e dei cittadini. “Il nostro serio intento – ha dichiarato Potočnik – è fare dell’Europa un’ “economia efficiente dal punto di vista delle risorse” – un obiettivo che ci apprestiamo a realizzare nel quadro della strategia di Europa 2020 e che non si limiterà ad una semplice riduzione delle conseguenze ambientali negative e delle emissioni di gas a effetto serra, ma che genererà anche occupazione. Nel solo settore del riciclaggio dei rifiuti si potrebbero creare mezzo milione di posti di lavoro”.