• Articolo , 21 gennaio 2010
  • La bio-plastica che viene dall’acqua e dall’argilla

  • Potrebbe una miscela di acqua e argilla sostituire plastica? I ricercatori dell’Università di Tokyo pensano di aver trovato il processo per mettere un giorno i polimeri derivati dal petrolio nello sgabuzzino

(Rinnopabili.it) – Il limite delle bio-plastiche è che ancora oggi i prodotti sul mercato sono composti principalmente da farina o amido di mais, grano o altri cereali, andando ad incidere sulla disponibilità delle derrate alimentari ed attirando così possibili critiche. Altro capitolo il prodotto che viene studiato nei laboratori dell’Università di Tokyo, dove il ricercatore Takuzo Aida e il suo team hanno messo a punto un polimero miscelando pochi grammi di argilla con 100 grammi di acqua, in presenza di piccole quantità di un agente addensante chiamato poliacrilato sodio e di una “colla molecolare” organica.
L’addensante ‘districa’ l’argilla in fogli sottili, aumentando l’area superficiale e permettendo alla colla di aderirvi meglio. Il risultato è un idrogel trasparente ed elastico, con una certa resistenza meccanica, direttamente dipendente dalla somma delle forze che agiscono tra i nano-fogli di argilla e la colla. Al contrario dei normali idrogel, le forze supramolecolari che tengono insieme il nuovo prodotto assicurano che il materiale anche in condizioni di stress possa mantenere la sua forma. Inoltre, dichiarano gli scienziati che lavorano al progetto, il processo di sintesi non dura di più di tre minuti e una volta migliorata la robustezza l’approccio potrebbe portare alla progettazione di materiali ancora più innovativi nel prossimo futuro.