• Articolo , 3 settembre 2008
  • La burocrazia frena il fotovoltaico europeo

  • Le Associazioni di categoria fanno il punto sui principali problemi burocratici e le difficoltà di connessione alla rete che ancora frenano lo sviluppo del fotovoltaico nei principali paesi UE

“Le potenzialità dell’energia fotovoltaica sono ormai riconosciute ma non mancano i problemi, soprattutto in quei paesi dove l’economia del solare è ancora giovane. Due gli ostacoli principali: la burocrazia e l’allacciamento alla rete”. Lo ha dichiarato Angelo Nogara, responsabile Affari Internazionali di Assosolare, nel corso della presentazione del documento ufficiale curato dal National Network of PV Associations (NNPVA) sullo sviluppo del fotovoltaico in Europa e sulle prospettive occupazionali del settore Chairman della sessione svoltasi all’interno della 23° Conferenza Europea sull’Energia Solare. Eleni Despotu di EPIA e K. Freier del Ministero dell’Ambiente tedesco. Nogara, che ha presentato il progetto dell’NNPVA di cui Assosolare è coordinatrice e che, insieme a Francia (Enerplan e SER), Spagna (ASIF), Germania (BSW Solar), Grecia (Helapco), Polonia (Ptpv), Svezia (Svensk Solar Association) e Italia (GIFI), ha messo a confronto le principali problematiche e le difficoltà autorizzative, citando l’esempio della Francia dove “cinque istituzioni differenti coinvolte nel processo autorizzativo, sette permessi da richiedere e dai cinque agli otto mesi prima di avere la connessione di un piccolo impianto”. “Anche in Italia – ha sottolineato -sono necessari almeno nove mesi per installare e allacciare alla rete un piccolo impianto e quasi un anno mezzo per uno di taglia grande. A Salerno, il proprietario di un tetto fotovoltaico, dopo aver ottenuto tutti i permessi, ha dovuto attende 3 mesi perché il Comune chiedeva una valutazione sull’impatto acustico dell’impianto; a Brescia, dopo 16 mesi di procedure e permessi vari, un impianto da 200 kW non è stato approvato perché l’ente parco locale ha dichiarato che poteva essere pericoloso per gli uccelli”. “In Spagna – ha proseguito Nogara – un piccolo impianto viene autorizzato in circa 18 mesi mentre uno grande in due anni; in Grecia ci vogliono almeno due anni prima di veder partire un impianto di taglia sopra i 3 kW senza aver la certezza di quando e se verrà approvato. In Germania invece chi vuole dotarsi di un impianto fotovoltaico in casa deve fare una semplice richiesta al Comune con un’attesa dalle due settimane a un mese mentre, per uno grande, i tempi sono in media di quattro mesi. Una volta accolta la richiesta, l’operatore di rete locale è obbligato a connettere immediatamente l’impianto”.