• Articolo , 29 aprile 2008
  • La centrale farà risparmiare 5 mila tonnellate di petrolio all’anno

  • Valcuvia Ener Bio, progetto di Comunità Montana della Valcuvia per la realizzazione di un impianto a biogas, è attualmente al vaglio della Regione Lombardia dopo un primo parere favorevole sul grado di innovazione dell’idea. La centrale svolgerebbe infatti una funzione dimostrativa e didattica per una sua replica su ampia scala e rappresenta uno degli strumenti […]

Valcuvia Ener Bio, progetto di Comunità Montana della Valcuvia per la realizzazione di un impianto a biogas, è attualmente al vaglio della Regione Lombardia dopo un primo parere favorevole sul grado di innovazione dell’idea. La centrale svolgerebbe infatti una funzione dimostrativa e didattica per una sua replica su ampia scala e rappresenta uno degli strumenti attuativi per il raggiungimento degli obiettivi sottoscritti dall’Italia con il Protocollo di Kyoto.
Le biomasse vegetali ed animali, insieme ad acqua, vento e sole, sono un’alternativa, rinnovabile e sostenibile, all’utilizzo di combustibili fossili e consentono di ridurre significativamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. L’energia elettrica prodotta verrà immessa nel circuito nazionale e distribuita agli utenti che sottoscrivono contratti “verdi”. Valcuvia Ener Bio potrà soddisfare un fabbisogno pari a 18.000.000 kWh termici e 16.000.000 kWh elettrici, con un corrispondente risparmio di 5.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) annue di combustibile fossile, evitando in un anno l’immissione di 10.900 tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Valcuvia Ener Bio, inoltre, è stata studiata e progettata per recuperare le attività tradizionali della Valle, come il taglio dei boschi e l’allevamento bovino e caprino. Trasformare in energia pulita gli scarti della produzione animale, il verde della potatura delle piante e la legna, significa applicare tecnologie moderne a due filiere importanti dell’economia locale, quella del legno e quella dell’allevamento. Sulla prima filiera occorre precisare che il territorio della Valcuvia è ricoperto per il 65% da boschi cedui, formati da alberi che devono essere sfrondati e tagliati periodicamente. Una precedente analisi condotta dall’Ente montano ha rilevato l’evidente stato di incuria delle zone boschive, processo iniziato nel secondo dopo guerra con l’industrializzazione e il conseguente abbandono delle attività agricole. Il taglio razionale del bosco garantisce il ricambio delle piante e una vegetazione florida. La pulizia e la cura delle vaste zone boscose riduce il pericolo di incendi e previene il dissesto idrogeologico. Un bosco rigoglioso assicura aria pulita, fresca e salubre, è un incentivo alle escursioni nella natura e valorizza il paesaggio rigoglioso della Valcuvia. Sul secondo aspetto va precisato che gli allevatori sono obbligati a dichiarare il metodo di smaltimento dei reflui animali. La dispersione nel terreno è consentita solo entro una certa quantità per metro quadro e la scarsità di vaste zone agricole nell’area della Valcuvia rende complesso l’utilizzo dell’intera produzione di letame come concime naturale.
Valcuvia Ener Bio incontra quindi le esigenze delle oltre 140 imprese agricole della Valle. Per la produzione di energia vengono recuperati i reflui animali, eliminando costi di gestione, inoltre dalla digestione anaerobica si estrae un concime inodore e calibrato con una quantità di azoto certificata. Tutte le materie prime sono controllate dalla centrale per garantire l’assenza di sostanze chimiche che potrebbero compromettere la produzione di biogas e la qualità del digestato.