• Articolo , 14 giugno 2010
  • La fonte pulita del futuro? La calpestiamo tutti i giorni

  • Un team di ricercatori dell’Università di Harvard è riuscito a sfruttare con successo l’energia prodotta dai batteri del terreno per generare elettricità con batterie in grado di alimentare piccole lampade a LED, radio e telefoni cellulari

(Rinnovabili.it) – Se pensate che per produrre energia da fonti rinnovabili sia indispensabile sfruttare il sole o il vento ora potreste ricredervi. La fonte pulita per eccellenza si nasconde proprio sotto i nostri piedi ed è il terreno che calpestiamo quotidianamente. Un team di studenti dell’Università di Harvard è riuscito a generare elettricità sfruttando le piccole correnti elettriche create dai batteri che vivono nel suolo. I batteri generano energia quando metabolizzano le foglie secche, il compost e gli altri rifiuti di natura organica. Quando un elettrodo o un conduttore elettrico come un filo di rame viene aggiunto gli elettroni si attaccano creando una reazione chimica che produce una piccola carica elettrica.
Portando avanti un progetto di classe, il gruppo di studio è poi riuscito a sfruttare e raccogliere l’energia prodotta in questo modo in una cella a combustibile microbica(“MFC”:http://www.rinnovabili.it/fango-batteri-e-grafite-ecco-pronte-le-microbial-fuel-cell-701658 – Microbial Fuel Cell). La più recente pila di questo genere è in grado di alimentate una piccola lampada a LED con una durata stimata fino a un anno. La batteria ottenuta con questo procedimento “naturale” è abbastanza facile da ricavare e può costare negli Usa dai 10 ai 15 dollari. A testimonianza della grande convenienza di questo genere di batteria Hugo Van Vuuren, uno degli studenti coinvolti in questo progetto, ha specificato: “In questo campo abbiamo visto diversi prototipi di batterie non più grandi di una tanica in grado di generare l’energia sufficiente per ricaricare una piccola lampada a LED, radio e telefoni cellulari”. Il futuro in questo campo sarà costruire batterie capaci di generare wattaggi sempre maggiori e gli studenti di Harvard hanno già testato le batterie MFC in diversi villaggi in Namibia.
Il processo di “estrazione” dell’energia dai materiali di scarto grazie ai batteri, in realtà, non è un concetto nuovo. Era stato scoperto circa un centinaio d’anni fa dal professor MC Potter, docente di botanica dell’ l’Università di Durham, che era stato in grado di generare elettricità a partire dal batterio Escherichia coli. Il ricercatore inglese Peter Bennetto approfondì poi negli anni ’80 gli studi sulla cella a combustibile microbiologica, individuando nella MFC uno strumento importante per fornire elettricità ai paesi del terzo mondo.