• Articolo , 21 febbraio 2008
  • La grande e “verde” madre Russia

  • Entro la fine dell’anno con l’introduzione di nuovi e più efficienti sistemi di produzione energetica, Mosca potrebbe dimezzare i suoi consumi e ridurre le emissioni inquinanti

Anche la Russia farà la sua parte nella lotta ai cambiamenti climatici, introducendo una vera e propria riforma a favore dello sviluppo ecosostenibile. Il vice primo ministro, Dimitri Medvedev, durante l’ultima riunione del consiglio di sicurezza, ha infatti annunciato che entro la fine del 2008, il governo varerà misure precise a favore dell’efficienza energetica e della protezione dell’ambiente. L’impegno ha ottenuto l’appoggio anche dal presidente Vladimir Putin, secondo il quale “occorre innalzare la protezione dell’ambiente al rango dei doveri fondamentali e quotidiani degli amministratori a tutti i livelli”. Investimenti in ambito energetico dunque, impianti industriali eco sostenibili, maggiore efficienza delle centrali elettriche e lotta alle emissioni di CO2 nelle grandi città saranno le probabili linee di intervento future al fine d’ottenere un risparmio energetico vicino al 40% del consumo totale di energia. Le dichiarazioni dei vertici russi sono arrivate in seguito all’esortazione da parte dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, affinché gli stati ex sovietici accelerino le riforme in campo ambientale. Nel Paese, secondo l’Ocse, sarebbero circa 47 milioni le persone esposte a un’alta concentrazione di biossido di azoto. Un dato non poi così incredibile se si pensa che la Russia – a quanto riferiscono le Nazioni Unite – produce 1,5 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno.