• Articolo , 5 novembre 2008
  • La grande lezione americana

  • Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

E’ proprio vero. La contestata e contraddittoria società americana, così opulenta e allo stesso tempo tanto povera, ancora una volta sbalordisce tutti regalando alla storia credo l’esempio più straordinario di vera democrazia. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti, da questa notte, è un giovane di origine africana.
Ma l’aspetto più “democratico” non è, come da mesi dipingono i media europei, il colore della sua pelle, che rimane pur sempre una storica novità, ma il fatto che è stato eletto, ed anche questo non era mai avvenuto prima, un candidato slegato dalle grandi lobby politico/finanziarie del potere statunitense. In una America piegata dalla crisi finanziaria, alle porte di una recessione economica pare di devastanti dimensioni, dopo anni di grandi delusioni e lutti per le sorti della guerra in Iraq, il popolo americano sceglie la freschezza delle idee alle certezze di palazzo, la volontà di innovazione alla continuità politica, l’entusiasmo dell’inesperienza alla saggezza dell’età.
Ma non saranno momenti facili, quelli che attendono il neo presidente. Dovrà combattere innanzi tutto la grande e profonda crisi economica e sociale e non a caso il suo discorso di insediamento si è basato sulla volontà di diventare il presidente di tutti gli americani e non solo di quelli che lo hanno eletto. In questo senso ho molto apprezzato anche la grande prova di dignità politica e, ancora una volta, di profonda democrazia, dimostrata dal candidato sconfitto che già ha dichiarato la sua disponibilità a lavorare a fianco del suo nuovo presidente per combattere la crisi.
Ma le nostre aspettative riguardano anche la nuova politica americana nei riguardi del sud del mondo. Ci aspettiamo finalmente una politica “reale” per combattere la fame e le epidemie per più di due miliardi di uomini che vivono, come noi, sul nostro pianeta, ma non hanno nulla. E tra i tanti problemi che affiggono la nostra malandata Terra, il più grande, e subdolo, è sicuramente il cambiamento climatico. Anche su questo fronte attendiamo un sostanziale cambiamento di rotta sulle politiche ambientali degli USA, nella certezza che, se questo avverrà, costituirà una tendenza globale e transnazionale alla lotta alle emissioni.
Una grande prova umana e sociale, prima che politica, attende il giovane presidente.
Buona fortuna Barack.