• Articolo , 17 ottobre 2008
  • La grande opportunità del Social Housing

  • Di prossima approvazione il Piano rivolto all’incremento del patrimonio immobiliare attraverso l’offerta di alloggi di edilizia residenziale, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti

Gran fermento per la prevista approvazione per fine ottobre del Piano Casa, nuovi alloggi in affitto a canoni accessibili per anziani soli o in coppia, studenti, lavoratori in trasferta, famiglie immigrate residenti in Italia da
più di cinque anni. Le modifiche finora apportate all’art. 11 e 13 del DL 112/2008 non alterano nella sostanza i passaggi più importanti legati alla sostenibilità in ordine al risparmio energetico e, nella bozza del decreto attuativo, qualora gli alloggi da affittare a canone sostenibile permettano di limitare il fabbisogno di energia primaria per metro quadrato di superficie utile di almeno il 50% rispetto ai valori fissati dal DL 195/2005 potrà essere concesso, per ciascun alloggio realizzato o recuperato un ulteriore contributo statale fino ad un massimo di 10.000 € per appartamento.
Il tema della qualità degli interventi è molto importante nel Piano Casa, così come si sta configurando: gli appartamenti di nuova realizzazione e quelli derivanti dal recupero edilizio potranno essere più agilmente collegati ai piani finanziari solamente se il loro valore intrinseco e materiale dura nel tempo.
Alcuni spunti dal rapporto dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili)
“Il Piano Casa vuole realizzare tutte le case che servono – e sono molte – e le vuole realizzare nel modo migliore. E’ inutile e controproducente costruire due o tre palazzine, qui e là, dove capita. Ogni casa deve avere accanto i suoi servizi pubblici e privati, il verde, le infrastrutture per la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica. La vera sfida non è fare case comunque e dovunque. È necessario un salto di scala.”
“A tale proposito, la legge istitutiva del Piano Casa stabilisce che – al fine di concentrare gli interventi sulla effettiva richiesta abitativa nei singoli contesti, rapportati alla dimensione fisica e demografica del territorio di riferimento – è necessario procedere alla – realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana, caratterizzati da elevati livelli di qualità in termini di vivibilità, salubrità, sicurezza e sostenibilità ambientale ed energetica, anche attraverso la risoluzione dei problemi di
mobilità, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati.-
“L’esito di tutte queste iniziative sarà quello di incrementare ulteriormente l’offerta di alloggi di edilizia sociale, ricompresi, però, in ambiti urbani multifunzionali, in grado di produrre un rinnovamento profondo delle nostre città, non soltanto sotto l’aspetto della residenza, ma anche in quello dei servizi a vantaggio delle stesse residenze, come gli spazi pubblici, il welfare urbano, la mobilità sostenibile.”
Lo scorso 3 ottobre a Milano nell’ambito del “FORUM ARCHITETTURA” organizzato dal sole24ore si è parlato di architettura e housing sociale e di nuove tecniche per la residenza tra efficienza energetica e innovazione. Sergio Urbani, Direttore della fondazione Housing sociale (MI) ha illustrato uno dei primi interventi sociali di valore che verrà a Crema (MI) dove la progettazione molto accurata prevede: due edifici in classe A, 90 alloggi in locazione per 30 anni e la contestuale realizzazione di spazi verdi permeabili che contengono un Asilo per 150 bambini, la cui qualità progettuale e tecnica è decisamente al di sopra degli standard, (verranno installati pannelli fotovoltaici per 180 kW). Gaetano Fontana Direttore Generale dell’ANCE ha ricordato che la necessità di produrre immobili di qualità destinati a durare va valutata molto bene ed è necessariamente in contrasto con ipotesi di costi al metro quadrato bassi. Bartolomeo Sciannimanica Direttore settore Urbanistica Della Regione Campania ha evidenziato come in modo inequivocabile un fabbricato di qualità “pesi meno” urbanisticamente rispetto ad uno tradizionale: tratta i rifiuti al suo interno, produce energia (necessità di elettrodotti più piccoli) e gestisce meglio le acque reflue rispetto al territorio. L’Architetto Vittorio Gregotti nel corso della tavola rotonda ha dato alcuni suggerimenti relativi alla necessità di una pianificazione flessibile da parte dell’amministrazione, mescolanza sociale nella città e costruzione di nuove centralità con funzioni urbane rare. Le successive sessioni tecniche hanno mostrato vari progetti in corso di realizzazione a (MI) Brescia, a Roma, di edifici evoluti sia nella cura architettonica degli spazi dell’abitare che nell’attenzione ai consumi energetici.
L’importante incontro di due giorni dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni italiani) appena conclusosi a Milano ha posto, tra gli altri temi importanti, l’attenzione sulla necessità del recupero del patrimonio edilizio sociale, anche nel senso della sostenibilità energetica.
Iniziative importanti nel rapporto edilizia sostenibile / social housing sono quelle della regione Piemonte che nel Piano Casa del 2006 ha vincolato la realizzazione degli alloggi e la concessione dei finanziamenti all’applicazione del “protocollo Itaca” come verifica del rispetto dei requisiti di sostenibilità. I dati più significativi vertono su aspetti quali il contenimento dei consumi energetici invernali ed estivi, l’acqua calda sanitaria, l’illuminazione naturale, l’energia elettrica da fonti rinnovabili, materiali ecocompatibili, il consumo d’acqua potabile, il mantenimento delle prestazioni dell’involucro edilizio, l’emissione di gas serra, i rifiuti solidi e liquidi e i requisiti acustici passivi.
La propensione alla qualità tecnica dell’involucro edilizio e alle caratteristiche di sostenibilità dell’intero organismo edilizio sembrano peraltro diventare rapidamente dato di valore e noto ad un numero crescente di persone, il dato sensibile della notevole riduzione dei costi di gestione è decisamente importante per diminuire drasticamente la spesa per la conduzione degli immobili.
Questi episodi sembrano riaprire un dibattito interessante verso l’housing sociale che storicamente è stato un ambito di importanti e innovative sperimentazioni. Forte la volontà di cogliere l’occasione per rispondere ad un bisogno attraverso un’architettura virtuosa e di qualità. Speriamo di vedere anche da noi esempi di housing sociale all’altezza dei numerosi esempi europei.

h4{color:#FFFFFF;}. Andrea Ganz