• Articolo , 10 giugno 2009
  • La Green 10 boccia la Commissione UE su ambiente e sostenibilità

  • Tempo di pagelle per l’esecutivo europeo guidato da Barroso che riceve una sonora stroncatura da parte le dieci maggiori organizzazioni ambientaliste della Comunità: solo un misero 4,4 su 10 in materia ambientale

(Rinnovabili.it) – Sul fronte dei risultati ambientali l’uscente Commissione europea è preoccupantemente ‘fuori obiettivo’. Lo hanno dichiarato all’unisono le Green 10, le maggiori organizzazioni ambientaliste a livello europeo, tra cui anche Wwf, Greenpeace e Amici della Terra, in una relazione pubblicata oggi a Bruxelles. Il rapporto, dall’indicativo titolo “Off Target”:http://green10.typepad.com/docs/G10assessment2004-9.pdf, si propone di esaminare successi e fallimenti del gruppo guidato da Josè Manuel Barroso, in carica dal 2004 ad oggi, nei 12 settori della politica UE ad impatto ambientale per fornire valide indicazioni a chi otterrà il nuovo mandato. Peccato che dal documento l’esecutivo europeo risulti ben sotto della sufficienza con un voto medio di 4,4 su un massimo di dieci; un duro colpo per dell’ex premier portoghese soprattutto all’indomani della sua ricandidatura.

E così, come a scuola, ecco la disastrosa pagella:
1. Agricoltura 4 / 10
2. Biodiversità ed ecosistemi 4 / 10
3. Budget e Politiche di coesione 4 / 10
4. Politiche per l’emergenza clima 7 / 10
5. Energia 6 / 10
6. Applicazione delle norme europee 5 / 10
7. Cooperazione e commercio 4 / 10
8. Salute 5 / 10
9. Tutela delle Risorse Naturali 3 / 10
10. Strategia di sviluppo sostenibile 2 / 10
11. Trasparenza 3 / 10
12. Trasporti 6 / 10

La coalizione Green 10 spiega il basso punteggio un colpo duro per dell’ex premier portoghese soprattutto per la mancata riforma delle politiche agricole e della pesca, e, più in generale, dello sviluppo economico. Il rapporto si focalizza anche sulla spinta ricevuta dal crescente interesse dei media e del pubblico sulle questioni ambientali nella seconda metà del mandato, che ha fatto sì che la Commissione iniziasse, anche se in ritardo, a rafforzare la legislazione in materia di clima, energia e trasporti, – merito sopratutto dell’impegno dimostrato del Commissario Ue Stavros Dimas – in modo da guadagnare le valutazioni migliori sulla pagella.
Tuttavia avverte anche che queste politiche – in particolare ‘pacchetto 20–20–20’ – non hanno espresso i risultati previsti nella proposta originaria della Commissione, dopo esser stati indeboliti dai governi degli Stati Membri. Le critiche si acuiscono in considerazione di una mancata considerazione, da parte dell’esecutivo, a temi fondamentali come la tutela delle risorse naturali e la sostenibilità economica. In considerazione della pesante crisi economica e climatica che l’Europa sta affrontando quello che Green 10 si augura e caldeggia è che la prossima commissione raddoppi gli sforzi nei prossimi cinque anni e metta in atto politiche a beneficio di una crescita economica sostenibile e dell’occupazione, puntando su tre aree di azione: riforma del budget, innovazione tecnologica e leadership globale.