• Articolo , 9 maggio 2008
  • La lavatrice intelligente scalda l’acqua col metano

  • L’uso sconsiderato dell’energia elettrica è uno dei principali responsabili dei consumi domestici. Finalmente l’innovazione di nuovi elettrodomestici ci consente un risparmio che va dal 20 all’80%

La tematica degli impianti, la loro connessione del sistema energetico e con l’edificio, i consumi elettrici ed idrici dovuti agli elettrodomestici, costituiscono una questione centrale nella progettazione architettonica odierna. Un esempio? La lavatrice con doppio attacco acqua fredda e calda: produce acqua calda non tramite elettricità, bensì utilizzando l’impianto di riscaldamento convenzionale.
Si chiama infatti ‘strage termodinamica’ il fenomeno per cui si usa elettricità per riscaldare ambienti o acqua di poche decine di gradi. Nonostante l’elettricità sia la forma più preziosa e pregiata di energia, il suo consumo è ancora molto elevato. Il riscaldamento dell’acqua calda, ad esempio per lavarsi le mani, avviene tramite uno scaldabagno elettrico che, per ottenere acqua a 30-35 gradi, usa l’elettricità che è stata prodotta in centrali termoelettriche. Quest’ultime bruciano petrolio o gas a migliaia di gradi centigradi, con un rendimento solo del 40%, trasformando il calore in energia elettrica. Infine l’energia elettrica arriva nelle nostre abitazioni, scontando successive perdite di rete (6-10%) e lo stesso scaldabagno disperde calore durante le ore di inutilizzo. Dunque la produzione di acqua calda da elettricità vede un rendimento complessivo del 10%, mentre il rendimento di una normale caldaia a metano si aggira intorno all’80%, e quelle a condensazione arrivano al 100%.
Morale? È meglio bruciare il combustibile, cioè il metano, direttamente nell’abitazione per riscaldare l’acqua.
La gravità della situazione si evince dal Libro Bianco Europeo sull’energia: in Italia sono presenti 8 milioni di scaldabagni elettrici e metà della bolletta elettrica domestica è necessaria per il consumo derivato dal riscaldamento dell’acqua. Il consumo elettrico dovuto ad elettrodomestici, quali lavatrice e lavastoviglie, è il principale responsabile dei costi elevati all’interno delle bollette e del ‘dramma ambientale’ con causa domestica. Infatti, come accennato sopra, tali elettrodomestici scaldano elettricamente grandi quantità d’acqua, quando il risparmio sarebbe davvero elevato se la stessa quantità fosse prodotta da caldaia a gas oppure da caldaia a condensazione con integrazione di collettori solari termici.
Un altro aspetto positivo, oltre all’effettivo risparmio economico e all’efficienza energetica che ne deriva nei confronti dell’impianto, consta nella possibilità di lavare anche di giorno senza il sovraccarico né della rete, con il successivo black out, né dell’utenza, con il rischio attualissimo del distacco causa eccessivo consumo.
Dunque, il sistema della lavastoviglie ‘efficiente’, permette di poter sempre collegare, previa verifica del libretto di istruzioni, l’acqua calda anziché quella fredda, in quanto la stessa usa sempre e comunque acqua calda sia per il lavaggio che per il risciacquo. Mentre la questione riguardante la lavatrice è molto più complessa, perché essa utilizza l’acqua fredda, o a temperatura inferiore di quella proveniente da eventuale caldaia o pannelli solari, specie per capi delicati in estate. Dunque un approccio potrebbe essere l’acquisto di lavatrici con doppio ingresso, calda e fredda, dosando il calore in ingresso, oppure il montaggio all’elettrodomestico di un miscelatore di acqua calda e fredda, impostando la temperatura di lavaggio e della valvola termostatica. Si tratta di un vantaggio poiché la gestione del miscelatore interno è autonoma, un esempio è prodotto e distribuito dall’Azienda LG, con un modello quale LG WF-T6500TP, con un risparmio di 1 kW con lavaggio a 60°.
Nei paesi esteri il commercio di elettrodomestici con doppio attacco è molto diffuso, soprattutto in Germania e USA. In Italia le Aziende produttrici e distributrici di elettrodomestici volti al risparmio e all’efficienza energetica sono: AEG-Electrolux, Beko, Bosch, Candy, Creda, Gorenje, Hoover, Hotpoint, Indesit, John Lewis, LG, Miele, Samsung, Servis, Smeg, Whirlpool, Zanussi-Electrolux.
L’utilizzo dunque di elettrodomestici elettrotermici, ossia stufette e termoventilatori elettrici, scaldabagni e cucine elettriche, dispositivi che scaldano l’acqua, sono gravemente i primi imputati degli elevati consumi di un abitazione.
Perché scaldare ancora l’acqua nelle lavabiancheria e lavastoviglie con una resistenza elettrica e non immettere acqua scaldata con sistemi più efficienti, ottenendo conseguentemente un risparmio effettivo che va dal 20 all’80%?