• Articolo , 24 novembre 2008
  • La OLA, su centrali a biomassa incompatibili con parco del Pollino

  • La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – ha appreso dal Comitato “NO Biomassa” di Teana che l’area dove dovrebbe sorgere la centrale a biomassa sarebbe priva di autorizzazioni e che gli uomini della forestale avrebbero sequestrato l’area. Nel richiedere conferma di ciò all’Assessore Regionale all’Ambiente, Vincenzo […]

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – ha appreso dal Comitato “NO Biomassa” di Teana che l’area dove dovrebbe sorgere la centrale a biomassa sarebbe priva di autorizzazioni e che gli uomini della forestale avrebbero sequestrato l’area.
Nel richiedere conferma di ciò all’Assessore Regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, la OLA ribadisce – come di recente – il Direttore dell’Ente Parco del Pollino, anche su sollecitazione della Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, nel diffidare il Comune di San Donato Ninea dall’affidare in gestione il patrimonio del parco a società private, interessate a reperire la biomassa di cui hanno bisogno anche le centrali del Mercure e quella di Teana, ha avvertito tutti gli altri comuni del parco a non fare altrettanto (vedi nota del Parco del Pollino), “essendo i beni oggetto di utilizzazione boschiva beni demaniali di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico ed ambientale e come tali sono tutelati dalla normativa nazionale e comunitaria e che tale normativa è diretta a garantire la fruizione di tali beni all’intera collettività”.
La OLA evidenzia come in Basilicata e nel Parco Nazionale del Pollino tali impianti siano il “miraggio verde” a sol beneficio di quelle imprese interessate a spolpare contributi statali denominati CIP6 che, ricordiamo, ogni cittadino contribuisce a finanziare con la propria bolletta energetica. E’ risaputo come anche il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto) sia stato assimilato alle biomasse, così come ci ricorda una Delibera Regionale partorita nel 2005 e fatta propria dal Piano dei Rifiuti della Provincia di Potenza, appositamente, per mascherare inceneritori camuffati da centrali a biomassa o cementifici, a tutto vantaggio di interessi privati ed in spregio dell’ambiente e della salute dei cittadini.