• Articolo , 5 settembre 2009
  • La posta diventa sempre più green con i Free Duck

  • Motorini a 4 ruote in versione elettrica o ibrida. Già sperimentati da Poste Italiane per il recapito della corrispondenza a Perugia, saranno utilizzati nei prossimi mesi anche in altre 13 città. Francesco Cutrupi, responsabile trasporti di PI sceglie Affaritaliani.it per spiegare l’allargamento del progetto. “Il quadriciclo ibrido riduce del 76% l’emissione di CO2, quello elettrico […]

Motorini a 4 ruote in versione elettrica o ibrida. Già sperimentati da Poste Italiane per il recapito della corrispondenza a Perugia, saranno utilizzati nei prossimi mesi anche in altre 13 città. Francesco Cutrupi, responsabile trasporti di PI sceglie Affaritaliani.it per spiegare l’allargamento del progetto. “Il quadriciclo ibrido riduce del 76% l’emissione di CO2, quello elettrico del 100%”
Risparmio energetico e riduzione delle emissioni di gas serra per un trasporto sempre più sostenibile. Attraverso la sperimentazione dei motorini elettrici per recapitare la posta: un progetto in corso a Perugia che sarà esteso in autunno ad altre 13 città. Questo l’impegno di Poste Italiane per l’ambiente nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa.
Il progetto di sperimentazione di motorini elettrici si chiama ‘Green post’: è partito il 1 gennaio 2009 e durerà fino a giugno 2010. Obiettivo diminuire l’impatto ambientale dei mezzi di recapito. “Si chiama ‘Free Duck’ – spiega Francesco Cutrupi, responsabile trasporti di Poste Italiane – ed è un quadriciclo realizzato da Ducati Energia in versione totalmente elettrica o ibrida. Poste Italiane è capofila di questa sperimentazione che è finanziata dell’Unione europea e coinvolge anche gli operatori postali di Belgio e Ungheria, il comune di Perugia, Legambiente, i politecnici di Perugia e di Rousse in Bulgaria. Abbiamo acquistato 137 mezzi: a Perugia ne sono in esercizio 57 e i restanti 80 saranno sperimentati a breve anche a Roma, Bologna, Milano, Torino, Firenze, Padova, Treviso, Bolzano, Verona, Udine, Capri, Lipari e Taormina”.
“La riduzione di CO2 rispetto a un mezzo convenzionale a benzina – aggiunge – è del 100% nella versione elettrica, se alimentata completamente da rinnovabili, e del 76% nella versione ibrida. Mentre riguardo al consumo energetico il risparmio è del 52% con la versione elettrica e del 36% con la quella ibrida. I ‘Free Duck’ sono stati utilizzati anche all’ultimo G8 a L’Aquila: abbiamo fornito 50 mezzi per gli spostamenti dei partecipanti al vertice”.
“Gestiamo 42mila mezzi che percorrono un milione di chilometri al giorno – continua Cutrupi – e stiamo sperimentando veicoli a ridotto o nullo impatto ambientale. Stiamo adeguando il fabbisogno dei veicoli alle effettive esigenze riducendo quelli più inquinanti con mezzi ad alimentazione ibrida benzina -metano. Ne abbiamo già 1374 ed è la più grande flotta d’Europa di veicoli ad alimentazione alternativa. E, visto che le emissioni di un volo sono più alte di quelle di un collegamento su gomma, stiamo riducendo anche il trasporto aereo: quest’anno siamo passati da 16 a 13 voli giornalieri. Ci farebbe piacere infine riattivare i contatti con le Ferrovie dello Stato per valutare se oggi, con l’Alta Velocità, sia fattibile il trasporto su rotaia relativamente ad alcune tratte, considerato che questa modalità di trasporto è stata lasciata nel 2000 perché, all’epoca, i tempi di percorrenza erano incompatibili con gli standard di consegna della posta prioritaria”.
E Poste Italiane è scesa in campo anche per la solidarietà. Attraverso il progetto “Ora etica” ha realizzato una raccolta fondi a favore dei bambini. I dipendenti dell’azienda hanno donato 24.464 ore di lavoro, con una trattenuta sulla busta paga, per finanziare nove progetti, proposti dalle più importanti organizzazioni del terzo settore (Action Aid, Amref, Fondazione Aiutare i Bambini, Lega del Filo d’oro, Medici Senza Frontiere, Save the children, Terres des Hommes, Unicef, WWF) a tutela dei diritti fondamentali dei più piccoli salute, protezione, istruzione. L’iniziativa si è svolta da gennaio a giugno 2009 e in 6 mesi sono stati raccolti quasi 330mila euro a favore di iniziative in Malawi, Kenya, Zimbabwe, Liberia, Perù, Bangladesh, Congo, ma anche Italia.