• Articolo , 28 novembre 2008
  • La prima bottiglia di acqua minerale in plastica 100% vegetale

  • E’ la Coop la prima insegna della grande distribuzione a inserire la nuova Sant’Anna BioBottle, prima bottiglia di acqua minerale nel formato 1,5 litri con packaging naturale prodotta con la bioplastica Ingeo™, che si ricava dalle piante anziché dal petrolio. La nuova Sant’Anna BioBottle è in vendita in anteprima esclusiva da sabato 29 novembre in […]

E’ la Coop la prima insegna della grande distribuzione a inserire la nuova Sant’Anna BioBottle, prima bottiglia di acqua minerale nel formato 1,5 litri con packaging naturale prodotta con la bioplastica Ingeo™, che si ricava dalle piante anziché dal petrolio.
La nuova Sant’Anna BioBottle è in vendita in anteprima esclusiva da sabato 29 novembre in tutti gli ipermercati Ipercoop d’Italia.
L’iniziativa della prima bottiglia di plastica 100% vegetale è dell’azienda piemontese Fonti di Vinadio, che in poco più di 10 anni di attività si è già fatta notare per l’intraprendenza e il modo innovativo di produrre, distribuire e comunicare, fino a diventare un marchio leader a livello nazionale. Sensibile alle tematiche ambientali, convinta che la rivoluzione ecosostenibile possa cominciare dai prodotti di largo consumo (la bottiglia di acqua minerale da 1,5 litri è il formato più venduto del settore e tra i prodotti più venduti in assoluto nel nostro Paese), Fonti di Vinadio è la prima azienda privata a sposare una politica ecocompatibile con una iniziativa di tale portata nel mass market.
La nuova Sant’Anna BioBottle permette importanti risparmi energetici e riduce l’inquinamento rispetto alle bottiglie in plastica tradizionale: 650 milioni di bottiglie Sant’Anna Bio Bottle permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio, ovvero la stessa quantità che serve a riscaldare per un mese intero una città di 520.000 abitanti! Inoltre, riducono le emissioni di anidride carbonica pari a un’auto che compia il giro del mondo per 30.082 volte in un anno! Nel solo stabilimento delle Fonti di Vinadio si possono produrre 50 milioni di bottiglie in una settimana di lavoro. E oggi in Italia si devono smaltire ogni anno oltre 5 miliardi di bottiglie.
“L’impiego di risorse annualmente rinnovabili, anziché del petrolio, per produrre questa plastica naturale – spiega l’imprenditore Alberto Bertone, presidente di Fonti di Vinadio Spa – riduce la dipendenza dai combustibili fossili e, grazie a processi manifatturieri più sostenibili, contribuisce all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, la causa principale dell’effetto serra.”
La portata innovativa di questo prodotto ha suscitato curiosità e attenzione da parte non solo del pubblico e del mondo dell’informazione, ma anche di ricercatori e studiosi di nuovi materiali e metodi di smaltimento degli imballaggi. Questa esperienza apre infatti le porte a nuovi scenari futuri su prodotti di largo consumo più ecosostenibili.
Oltre all’importante risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento, Sant’Anna BioBottle garantisce performance di prodotto identiche alle bottiglie prodotte con le plastiche più tradizionali: ciò significa che è possibile distribuire prodotti di largo consumo sicuri e contemporaneamente rispettosi dell’ambiente. Prima del consumo, Sant’Anna BioBottle si comporta come una qualsiasi bottiglia di acqua minerale e richiede i medesimi accorgimenti per la conservazione: luogo fresco, asciutto e pulito, lontano da fonti di calore e luce.
La rivoluzione è possibile e basta un semplice gesto perché anche il consumatore possa dare il suo contributo: una volta vuota, Sant’Anna BioBottle si può conferire nella raccolta differenziata dell’organico, insieme a tutti gli scarti della nostra alimentazione, ed avviare ad un particolare trattamento, il compostaggio. Il compostaggio è una biodegradazione controllata, che avviene in ambiente dove temperatura e tassi di umidità controllati accelerano il processo che avverrebbe in modo del tutto naturale. In ambiente idoneo, Sant’Anna BioBottle scompare in circa 80 giorni, senza lasciare traccia… e l’ambiente ringrazia!