• Articolo , 6 maggio 2009
  • La prima casa geotermica è una baita a Sasso Morelli

  • Calda d’inverno e fresca d’estate grazie alla terra A prima vista sembra una villetta come tante altre, con un bel portico e il tetto spiovente. Eppure nasconde una particolarità che la rende unica nel circondario imolese e non solo, tanto da attirare l’attenzione di riviste e siti italiani e stranieri, specializzati nelle energie alternative. Si […]

Calda d’inverno e fresca d’estate grazie alla terra
A prima vista sembra una villetta come tante altre, con un bel portico e il tetto spiovente. Eppure nasconde una particolarità che la rende unica nel circondario imolese e non solo, tanto da attirare l’attenzione di riviste e siti italiani e stranieri, specializzati nelle energie alternative. Si tratta infatti della prima casa geotermica, calda d’inverno e fresca d’estate grazie al terreno su cui è costruita. In più, ha una struttura bioecologica interamente in legno, rivestita da un materiale isolante dello spessore di otto centimetri, mentre l’acqua sanitaria è riscaldata da un pannello solare termico.
La scelta di costruire questa singolare baita di pianura, all’avanguardia dal punto di vista del risparmio energetico, è di Giacomo Dal Pozzo, agricoltore di 41 anni. «L’idea di una casa in legno mi è sempre piaciuta – racconta – e così due anni fa ho fatto realizzare il progetto all’architetto Raffaella Manaresi, esperta in questo campo. A consigliarmi di installare un impianto geotermico per riscaldarla è stato invece il mio idraulico, Francesco Berti. La particolare struttura e la coibentazione consentivano una migliore resa energetica rispetto a quella di una casa in muratura, per cui un impianto di questo tipo avrebbe dato ottimi risultati e mi avrebbe permesso di risparmiare molto».
Una previsione azzeccata, visto che dal 27 gennaio Dal Pozzo ha riscaldato i 160 metri quadri in cui abita spendendo solo 133 euro. «L’impianto funziona da ottobre dello scorso anno – prosegue il proprietario -. Per sicurezza ho fatto installare anche una caldaia a gas, ma finora non l’ho mai accesa e in casa ho una temperatura costante di circa 20-21 gradi. Inoltre, l’impianto geotermico può funzionare anche come condizionatore d’estate».
Il principio alla base di questa tecnologia, già largamente diffusa in Germania e in altri Paesi del Nord Europa, sfrutta la temperatura del sottosuolo, che a una certa profondità diventa costante tutto l’anno. «La geotermia – spiega Gabriele Cesari, presidente della società imolese Geo-Net, che ha curato l’analisi idrogeologica del terreno sotto la villetta di Sasso Morelli e installato le sonde geotermiche necessarie all’impianto – è un’energia pulita, rinnovabile e che non comporta combustioni né emissione di gas nell’atmosfera. Dai 30 ai 100 metri di profondità la temperatura non risente degli sbalzi termici superficiali ed è tra i 10 e i 15 gradi. Attraverso sonde geotermiche in cui scorre acqua e l’impiego di pompe di calore è quindi possibile riscaldare un’abitazione con un basso consumo di energia elettrica. Con un kilowatt di energia elettrica è possibile estrarre dal terreno quattro kilowatt di energia termica, ottenendo una resa totale di circa cinque kilowatt. L’impianto inoltre richiede pochissima manutenzione ed elimina del tutto il rischio di fughe di gas o di emissione di monossido di carbonio. Nel caso specifico della villetta di Sasso Morelli – prosegue Cesari – abbiamo installato due sonde geotermiche, ognuna costituita da due tubi in polietilene del diametro di 4 centimetri, che arrivano fino a 80 metri di profondità. Ogni perforazione è stata sigillata con una miscela di cemento, bentonite e sabbia, per garantire la stabilità del foro, l’isolamento dalle falde e la conducibilità termica tra la sonda e il terreno. L’unico ingombro visibile è la pompa di calore, più piccola di una normale lavatrice».
I costi di un impianto geotermico differiscono da quelli di un impianto tradizionale solo per la perforazione del terreno e l’installazione delle sonde. Una differenza che in media si riesce ad ammortizzare nel giro di circa 8 anni. «Va però detto – sottolinea Cesari – che la vita media di una pompa di calore geotermica si stima essere doppia rispetto alla vita media di una caldaia classica. Il risparmio poi è considerevole: 50-55 per cento in meno rispetto al costo del metano, 60 per cento in meno se si utilizza gasolio e 65 per cento in meno nel caso del Gpl».
L’impianto di Sasso Morelli ha un’ulteriore particolarità. Attraverso il sito www.brt.it/geo è possibile monitorare in tempo reale il suo funzionamento. L’idea è venuta al tecnico imolese che ha installato l’impianto «fuori terra», l’imolese Francesco Berti. «Finora – spiega – in rete esistevano soltanto delle simulazioni. Questo invece è il primo sito europeo che rende pubblici dati veri, consentendo di conoscere la reale efficienza del sistema geotermico».
Ecco perché la villetta di Sasso Morelli figura oggi tra le 51 migliori «case verdi» europee annoverate dal sito tedesco www.groundreach.eu.
(Lorena Mirandola)