• Articolo , 5 luglio 2010
  • La prima electric car palestinese ‘sfreccia’ per le strade di Hebron

  • Un gruppo di studenti di ingegneria del Politecnico dell’Università di Hebron è riuscito a realizzare la prima auto elettrica della Palestina, alimentata con 12 batterie e dall’energia solare prodotta dai moduli fotovoltaici istallati direttamente sulla sua carrozzeria

(Rinnovabili.it) – Il traguardo è innanzitutto simbolico per una città come Hebron, in Cisgiordania, abituata da tempo a vedere sulle sue strade mezzi di tutti i tipi, compresi i carri armati. Una città che ora dovrà invece abituarsi a vedere circolare tra le sue vie un mezzo del tutto nuovo: la prima auto elettrica palestinese. A rendere possibile questa piccola rivoluzione della mobilità sostenibile della città della Palestina, come ha riportato il canale di informazione Maan News, è stato un gruppo di studenti e ricercatori del _Palestine Polytechnic University_ di Hebron, che hanno prima progettato e poi realizzato sul campo il veicolo. Un mezzo elettrico quasi “artigianale”, come si nota dalle foto pubblicate sullo stesso sito di Maan News, che non ha forse molto in comune con i suoi “cugini” più evoluti studiati e testati in diverse parti del mondo ma che rappresenta un segnale positivo per la città e per la Palestina intera.
La prima electric car palestinese è nata come progetto scolastico di alcuni studenti di ingegneria del Politecnico di Hebron e usa 12 batterie per un totale di 24 volt, capaci di alimentare l’auto per un’autonomia di 3-5 ore. La velocità massima dell’auto elettrica è però di 30 chilometri orari e le batterie possono durare solo 100 minuti, ma date le brevi distanze della città l’auto potrebbe comunque garantire una piena autonomia per i piccoli spostamenti, ad esempio, per le commissioni quotidiane. Gli studenti sono riusciti anche a vincere un’altra sfida tutt’altro che scontata, integrando l’energia prodotta attraverso i moduli fotovoltaici istallati direttamente sulla carrozzeria per fornire energia alle batterie. Un’intuizione felice visto che, in Medio Oriente, l’irraggiamento solare è molto intenso per più di 300 giorni l’anno. Ora il team è alla ricerca di finanziatori per sviluppare ulteriormente il progetto, che, in caso contrario rischia di rimanere la prima e unica auto del genere per il momento in circolazione sulle strade di Hebron.