• Articolo , 28 ottobre 2009
  • La prima giornata ad Ecomondo

  • Si conclude la prima giornata di Ecomondo un appuntamento ormai autorevole che quest’anno punta la sua attenzione sul problema del riciclo soprattutto nel campo degli imballaggi

(Rinnovabili.it) – Come previsto dal programma, l’attuale edizione della manifestazione riminese ha concentrato la sua attenzione sulla green economy vista come la forza principale per poter uscire dalla crisi economica.
E le cifre parlano chiaro. Secondo i calcoli dell’Onu esistono già oggi nel mondo quasi dodici milioni di persone che lavorano nel business “verde”, di cui trecentomila in Italia. Ma questo è solamente l’inizio, dal momento che per il solo settore dell’energia rinnovabile, sono attesi nel futuro decennio investimenti per oltre 600 miliardi di dollari, che dovrebbero portare come conseguenza venti nuovi milioni posti di lavoro, a livello planetario.
E non è certo poco ed è proprio questo il messaggio di Ecomondo, maggior rassegna italiana dell’ambiente, che ha lanciato oggi, all’apertura dei battenti, con oltre mille aziende espositrici impegnate nel settore dell’ecosostenibile.
‘Stiamo concludendo un anno difficile per il sistema economico – ha dichiarato all’inaugurazione il sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia – un anno in cui la crisi ha posto al centro dell’attenzione le insufficienze politiche, economiche e sociali del nostro sistema. Ma da questa crisi può uscire una società ambientalmente e socialmente più sostenibile e la green economy può esserne lo strumento”.
Sempre secondo Menia l’Italia sembra aver colto l’occasione posta dalla green economy, visto che il fatturato, dei settori eolico, fotovoltaico e biomasse ha raggiunto nello scorso anno di cinque miliardi di euro, arrivando ad un incremento del 100% paragonanadola a quella del 2002. Ed ha portato avanti la teoria del governo secondo la quale sui cambiamenti climatici esiste il paradosso di vedere paesi meno inquinanti (sue parole testuali), come l’Italia, che devono pagare di più, evidentemente di chi secondo la posizione del governo Berlusconi espressa anche in sede Ue, inquina di più del nostro Paese.

*Le necessità per il futuro*

Ad Ecomondo si sono levate anche le voci di chi, preoccupato per il futuro, ricorda la situazione critica che stiamo vivendo e di come occorra intervenire subito per evitare peggiori problemi sia con politiche comuni che con tecniche e metodologie adeguate.
Ad esempio Cristopher Flavin, direttore del Wordwatch Institute di Washington, si è appellato affinché il sistema economico si modifichi per cambiare velocemente l’attuale trend ed evitare la catastrofe. ”Siamo seduti – ha detto – su una scialuppa di salvataggio e ci potremo salvare solo se rivoluzioneremo il sistema”.
Problemi ambientali idrici, depauperamento delle risorse ittiche, crisi climatica per rimediare ai quali sono stati investiti globalmente in energie rinnovabili 120 miliardi di dollari, contro i 15 miliardi del 2004.
“In cinque anni, poi, sul mercato dell’energia – ha specificato Flavin – il solare é cresciuto del 56,3%, i biocarburanti del 28%, l’eolico del 24,6%. Perdente in questo mercato, è stato il nucleare, che è cresciuto nel mondo solo dello 0,7%, seguito dal petrolio con l’1,2%, mentre in totale il 23% dell’energia proveniva da fonte rinnovabile”.
”Stiamo nel mezzo di una rivoluzione in campo energetico – ha concluso Flavin – e i paesi che non capiscono questo messaggio sono perduti. In Europa i paesi all’avanguardia sono Germania e Spagna, ma anche l’Italia sta diventando uno dei giocatori in questa partita”.

*Il riciclo indispensabile*

La sovrapproduzione, il consumismo e la mancata efficienza nel consumo dei prodotti ha generato da tempo il problema dello smaltimento dei rifiuti e ha quindi dato il via alle tecnologie del riciclo che oggi costituisce nel nostro paese un’industria che contribuisce alla soluzione dei problemi ambientali e dall’altra sta producendo nuovi posti di lavoro.
Grazie alla cultura e alla pratica del riciclo, nell’ultimo decennio si sono emesse circa 50 tonnellate di CO2 in meno, si é evitata l’apertura di oltre trecento nuove discariche e sono stati creati circa ottantamila nuovi posti di lavoro. Questo è dovuto anche all’opera e all’impegno del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi che alla manifestazione riminese ha presentato la sua nuova campagna di comunicazione ”da cosa rinasce cosa”, per comunicare agli italiani il problema del riciclo degli imballaggi, industria che negli ultimi 10 anni ha portato benefici economici calcolabili in 6,7 miliardi, sommando la riduzione del materiale destinato alle discariche, all’immissione sul mercato di materie prime “seconde”, il risparmio energetico e infine la riduzione delle emissioni.
”Ci troviamo di fronte ad un sistema efficiente che, nonostante la crisi in atto, continua ad essere un volano per lo sviluppo e una risorsa strategica per l’ambiente – ha fatto osservare Piero Perron, presidente del Conai – Le previsioni per il 2009 indicano ancora un bilancio positivo, con benefici economici attesi di 670 milioni di euro, nonostante la riduzione dei consumi, grazie ad un aumento della raccolta differenziata, in crescita nelle aree del centro e del sud del Paese”.
E infatti nel 2008 i rifiuti da imballaggio immessi ne circuito del consumo sono stati recuperati circa al 70%, oltre ogni più rosea previsione.

*Key Energy*

Key Energy 2009, è la Fiera Internazionale per l’Energia e la Mobilità Sostenibile, il Clima e le Risorse per un Nuovo Sviluppo, che apre oggi contemporaneamente a Rimini e che chiuderà il 31 ottobre.
E’ presente anche il Gme, Gestore del Mercato Elettrico, con uno suo stand. Si tratta della società che in Italia organizza e gestisce il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, la”Borsa elettrica” (Ipex, Italian Power Exchange).
Questa vera e propria borsa consente a produttori, grossisti e consumatori di firmare contratti di acquisto e vendita di energia elettrica per il giorno successivo e di negoziare blocchi di energia elettrica per la consegna fisica a termine. Altro compito specifico del Gme, è quello di promuovere le politiche a difesa dell’ambiente, attraverso la gestione del Mercato dei Certificati Verdi (cioè quei titoli che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile), del Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica (chiamati generalmente “certificati bianchi”, che certificano i risparmi energetici ottenuti con l’utilizzo di tecnologie e sistemi efficienti) e di quello delle Unita’ di Emissione (che favorisce la negoziazione delle unità di emissione di gas ad effetto serra assegnate agli impianti industriali, regolati dalla Direttiva 2003/87/CE). Il Gme è inoltre presente anche nella Carbon Area, appositamente riservata allo scambio dei crediti di carbonio.