• Articolo , 5 giugno 2008
  • La provincia punta al fotovoltaico. Famiglie soddisfatte e risparmio assicurato

  • Sono 17 i nuovi impianti fotovoltaici che Geovest, società a capitale pubblico di proprietà di 11 Comuni tra Modena e Bologna, ha installato sui tetti di altrettanti edifici che costituiranno una potenza complessiva di 760,24 kWp e saranno in grado di produrre quasi 780 kWh/anno di energia elettrica. Un quantitativo tale da soddisfare il fabbisogno […]

Sono 17 i nuovi impianti fotovoltaici che Geovest, società a capitale pubblico di proprietà di 11 Comuni tra Modena e Bologna, ha installato sui tetti di altrettanti edifici che costituiranno una potenza complessiva di 760,24 kWp e saranno in grado di produrre quasi 780 kWh/anno di energia elettrica. Un quantitativo tale da soddisfare il fabbisogno di circa 320 famiglie medie e garantire un risparmio annuo di circa 164,9 Tep/anno (circa 160mila euro) e di ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa 401,50 tonnellate l’anno. Un’operazione finanziata in toto da Banca Etica con circa 4 milioni di euro. E sabato ci sarà la prima inaugurazione, alla quale seguiranno le altre 16: alla scuola ‘Nicholas Green’ di Argelato. Qui l’impianto si caratterizza per una potenza di 48,96 kWp con un’energia elettrica prodotta all’anno pari a quasi 55 kWh/anno. A presentare l’iniziativa, oggi nella sede della Provincia di Bologna, l’assessore all’Ambiente, Emanuele Burgin, che ha voluto confermate l’interesse dell’amministrazione “a promuovere tutte le energie rinnovabili”. Quello che vede la luce oggi, ha spiegato Florio Cavani, presidente di Geovest, “è un progetto iniziato nell’agosto di tre anni fa e che ha portato alla realizzazione di 17 impianti già allacciati a Enel che stanno già producendo energia”. Obiettivo dichiarato del progetto è però anche “smuovere un mercato che in futuro possa riguardare anche i singoli cittadini” aggiunge Cavani, mentre Marcello Antinucci, direttore dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile di Modena fa notare che innanzitutto “17 impianti comportano un impatto importante e non soltanto simbolico”. In secondo luogo, precisa, “si sono studiate le soluzioni architettoniche adeguate per posizionare gli impianti sui tetti degli edifici comunali. A volte sono stati rifatti completamente i tetti, con caratteristiche innovative che rappresentano anche un nuovo modo di costruire”. Infine, Antinucci fa notare che se i singoli comuni si fossero mossi separatamente avrebbero avuto difficoltà a portare a termine l’opera. Bene allora l’intervento “di una società pubblica che ha operato per tutti e 11 i Comuni, dalla ricerca dei finanziamenti all’espletamento di tutti gli obblighi di legge”. Infine, è stato ricordato che il contributo per la realizzazione degli impianti è in ‘conto energia’: “man mano che l’impianto produce energia – precisa Antinucci – scatta una tariffa incentivante pari a circa 3-4volte il kWh che noi paghiamo. Quindi quei 160mila euro di risparmio sulla bolletta grazie agli impianti ai quali si aggiungono le tarfiffe incentivanti, portano, in 20 anni, ad amortizzare i 4mln di euro di investimento, nella speranza che ci sia anche dell’attivo che verrà ristribuito”.