• Articolo , 30 aprile 2009
  • La Regione ferma il campo eolico: “Non è compatibile”

  • Già le associazioni ambientaliste si erano dette contrarie all’installazione dell’impianto: per costruire gli aereo generatori verrebbero tagliati oltre diecimila alberi. II sindaco prende tempo, ma potrebbe dimettersi

CLAMOROSI SVILUPPI sulla procedura di autorizzazione del parco eolico sul monte Cervarola a Montecreto, di cui ieri mattina si è tenuta la ‘Conferenza dei servizi’ presso la sede della Provincia di Modena. Emilio Salemme, a nome di varie Associazioni ambientaliste, riferisce che in tale ambito «la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici ha presentato una relazione di parere negativo alla costruzione del parco eolico».
IL DIRETTORE regionale, Carla Di Francesco, lo ritiene «intervento non compatibile». Le Associazioni ambientaliste Enpa, Lav, Lac, Legambiente, Lipu, Wwf, Italia Nostra e Cai avevano presentato le osservazioni alla Provincia e alla Soprintendenza sugli stessi motivi di interesse che ha trattato la Direzione regionale. Le associazioni ribadiscono «di non essere contrarie alle energie rinnovabili, ma a favore di piccoli impianti utili per le comunità. Il progetto del parco eolico proposto dal Comune di Montecreto verrebbe situato a un’altezza di oltre 1200 metri e per installare gli aereo generatori taglierebbero oltre diecimila alberi. Il monte Cervarola è inserito in una zona zona di protezione speciale di oltre 100 specie fra animali, uccelli e vegetali protetti dalle direttive della Cee». Le associazioni quindi esprimono grande soddisfazione.
IERI SERA il sindaco Luciano Beccati ha commentato così questo sviluppo: «L’amministrazione comunale aspetterà gli atti ufficiali e la risposta definitiva della Provincia. Non vorremmo aver gettato tre anni di lavoro per questo progetto che ha avuto varie fasi di programmazioni congiunte, approvazioni e consensi». Se la risoluzione provinciale fosse effettivamente negativa dopo il parere della direzione generale, non si escludono clamorose ripercussioni locali come dimissioni istituzionali. L’amministrazione infatti puntava molto sul progetto, non solo per l’energia alternativa in se stessa, ma anche sul supporto economico agli impianti di risalita e al turismo scolastico. L’appalto del parco eolico infatti avrebbe consentito all’aggiudicatario del bando pubblico (dal 2005 la Cimoncino srl, con associata ‘Modena Capitale’) di pareggiare il bilancio degli impianti grazie all’energia elettrica prodotta dai generatori. Inoltre era previsto il turismo scolastico.