• Articolo , 14 dicembre 2008
  • La Regione: no all’eolico in mare, sì all’eolico a Montenero?

  • In un comunicato di Legambiente di circa di un mese fa il responsabile energia e infrastrutture dell’organizzazione, Edoardo Zanchini, interveniva sulla questione del parco eolico di Termoli, proposto dalla società Effeventi e da realizzarsi a 5 miglia al largo della cittadina adriatica. L’intervento di Zanchini, oltre a ribadire l’illogicità del parere negativo emesso dalla Giunta […]

In un comunicato di Legambiente di circa di un mese fa il responsabile energia e infrastrutture dell’organizzazione, Edoardo Zanchini, interveniva sulla questione del parco eolico di Termoli, proposto dalla società Effeventi e da realizzarsi a 5 miglia al largo della cittadina adriatica. L’intervento di Zanchini, oltre a ribadire l’illogicità del parere negativo emesso dalla Giunta regionale, conteneva un altro elemento di indubbio interesse, probabilmente relegato alla cronaca locale della costa molisana e che invece potrebbe suscitare un grande interesse, perché meritevole di approfondimento. In particolare la principale organizzazione del terziario molisano, la Confcommercio, che sin da subito ha cercato di avere un approccio più aperto e dialogato sulla questione del parco eolico marino, chiede risposte dall’amministrazione regionale proprio su quanto dichiarato da Zanchini e fatto oggetto anche di una specifica interrogazione parlamentare da parte dell’onorevole Della Seta.
“In un’area sottoposta allo stesso vincolo paesaggistico dell’impianto bocciato a mare – sostiene Zanchini – ma nei Comuni di Montenero di Bisaccia, Guglionesi e Petacciato, la Regione Molise ha dato il via libera ad un altro progetto di impianto eolico”. “Chiediamo a questo punto chiarezza e trasparenza – dicono alla Confcommercio – perché non è possibile alzare barricate e rifiuti aprioristici per un impianto che noi ritenevamo invece positivo e apportare di sviluppo e poi si autorizzare, nella stessa zona, peraltro sulla terraferma e con lo stesso vincolo paesaggistico, un impianto eolico di dimensioni importanti”. Il punto è capire di cosa si tratti. Una ricerca non facile visto che tutti i principali attori sono decisamente abbottonati sull’iniziativa. Cerchiamo di dare qualche elemento di comprensione, con una premessa.
L’amministrazione comunale di Montenero di Bisaccia, un’amministrazione di centro sinistra in cui è ovviamente presente anche il partito di casa, l’Italia dei Valori del concittadino Antonio Di Pietro, si è fermamente opposta all’impianto eolico marino.
Tanto che il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano Di Pietro, rappresentò al padre, allora Ministro delle Infrastrutture nel Governo Prodi, la contrarietà di Montenero e della sua amministrazione a questo impianto. E Di Pietro senior si è anche espresso pubblicamente sulla questione bocciando l’iniziativa. Leggiamo da un articolo pubblicato nel marzo 2007 dal Corriere della Sera: “Si tratta di un progetto nato più nel sottoscala che nelle sedi opportune – ironizza il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che dalla sua natia Montenero di Bisaccia potrebbe avvistare la selva delle torri eoliche marine alte fino a 80 metri -. Non sono stati coinvolti né gli enti locali, né la popolazione. Il progetto mi appare mosso più da interessi speculativi che industriali”. Il Sindaco di Montenero, D’Ascenzo unitamente a quello di Termoli, Greco, e di Petacciato, La Palombara, insieme alla Provincia di Campobasso, si fecero promotori di una serie di iniziative pubbliche, anche molto visibili, per dire no all’eolico in mare, in quanto creava problemi paesaggistici e poteva essere addirittura, secondo Greco, un boomerang turistico.
Una posizione visceralmente contraria accolta dalla stessa Regione che ha poi, con proprio atto deliberativo, emesso parere negativo.
Torniamo, adesso, al parco eolico terrestre di Montenero, Guglionesi e Petacciato. Il progetto sarebbe relativo a 12 pali per un’altezza di 80 metri ed una potenza generata di 36 megawatt. Non è quindi un parco eolico di piccole dimensioni, ma di medie dimensioni, atteso che il progetto Effeventi conta 54 pali e 164 megawatt di potenza ed è un progetto di medio grandi dimensioni. A proporlo sarebbe la K.R.Energy, una società che gli appassionati di trading borsistico conoscono sicuramente. Si tratta della vecchia Kaitech, oggi trasformata, dopo la fusione con la Eurinvest in K.R.Energy appunto ed un tempo titolo quotato al nuovo mercato di Milano (mercato oggi chiuso), all’epoca del boom delle nuove tecnologie e di internet. Dopo una serie di vicissitudini societarie oggi Kaitech ossia K.R.Energy ha virato verso la produzione di energie pulite e fonti rinnovabili e ha lanciato anche un aumento di capitale per ben 150 milioni di euro per sostenere questa nuova progettualità.
E sempre stando a quanto dichiarato da Legambiente nel suo comunicato stampa, a questo progetto la Regione Molise avrebbe dato il suo beneplacito. “A questo punto si tratta di una questione che può avere anche riverberi politici – dicono alla Confcommercio – e la Regione deve fare un sforzo di massima trasparenza, anche perché non è possibile usare due pesi e due misure in due situazioni uguali. O i pali eolici non ci devono stare né in mare, né sulla costa o ci devono stare. Tertium non datur. Sulla vicenda come organizzazione siamo intenzionati a muoverci, anche perché sin dall’inizio non abbiamo nascosto il nostro interesse al progetto Effeventi e non abbiamo ancora compreso appieno le ragioni di chi urlava un no senza motivazioni solide. Ma oggi è l’organo amministrativo regionale a dover fornire risposte. Se si era convinto, ed ha deliberato in tal senso, che l’energia rinnovabile fornita dal vento non fosse ecocompatibile la Regione deve ora tenere evidentemente la barra dritta in tal senso. E quindi a distanza di qualche mese non può avallare un campo eolico nella stessa zona, perdipiù sulla terraferma, su oltre 9 mila ettari di terra e su un territorio spaziante dalla costa alla collina,. Un impianto, quindi, ben più invasivo di quello a 5 miglia dalla costa che ha appena bocciato.
Non vorremmo che poi la fornitura dell’energia e le politiche energetiche regionali diventassero un’occasione per assumere posizioni politiche, del tutto discrezionali. Pensiamo di no, ma attendiamo in ogni caso le risposte più opportune dalla Regione”. Certo, lo stimolo è interessante e stuzzicante. Ormai Montenero di Bisaccia è diventata anche più famosa di Ceppaloni. Ed ogni iniziativa che si muove sul territorio di questo comune non può non attirare un’attenzione particolare. “In un’area sottoposta allo stesso vincolo paesaggistico dell’impianto bocciato a mare – sostiene Zanchini – ma nei Comuni di Montenero di Bisaccia, Guglionesi e Petacciato, la Regione Molise ha dato il via libera ad un altro progetto di impianto eolico”. “Chiediamo a questo punto chiarezza e trasparenza – dicono alla Confcommercio – perché non è possibile alzare barricate e rifiuti aprioristici per un impianto che noi ritenevamo invece positivo e apportare di sviluppo e poi si autorizzare, nella stessa zona, peraltro sulla terraferma e con lo stesso vincolo paesaggistico, un impianto eolico di dimensioni importanti”. Il punto è capire di cosa si tratti.
Una ricerca non facile visto che tutti i principali attori sono decisamente abbottonati sull’iniziativa. Cerchiamo di dare qualche elemento di comprensione, con una premessa. L’amministrazione comunale di Montenero di Bisaccia, un’amministrazione di centro sinistra in cui è ovviamente presente anche il partito di casa, l’Italia dei Valori del concittadino Antonio Di Pietro, si è fermamente opposta all’impianto eolico marino. Tanto che il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano Di Pietro, rappresentò al padre, allora Ministro delle Infrastrutture nel Governo Prodi, la contrarietà di Montenero e della sua amministrazione a questo impianto. E Di Pietro senior si è anche espresso pubblicamente sulla questione bocciando l’iniziativa.
Leggiamo da un articolo pubblicato nel marzo 2007 dal Corriere della Sera: “Si tratta di un progetto nato più nel sottoscala che nelle sedi opportune – ironizza il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che dalla sua natia Montenero di Bisaccia potrebbe avvistare la selva delle torri eoliche marine alte fino a 80 metri -. Non sono stati coinvolti né gli enti locali, né la popolazione. Il progetto mi appare mosso più da interessi speculativi che industriali”. Il Sindaco di Montenero, D’Ascenzo unitamente a quello di Termoli, Greco, e di Petacciato, La Palombara, insieme alla Provincia di Campobasso, si fecero promotori di una serie di iniziative pubbliche, anche molto visibili, per dire no all’eolico in mare, in quanto creava problemi paesaggistici e poteva essere addirittura, secondo Greco, un boomerang turistico.
Una posizione visceralmente contraria accolta dalla stessa Regione che ha poi, con proprio atto deliberativo, emesso parere negativo. Torniamo, adesso, al parco eolico terrestre di Montenero, Guglionesi e Petacciato. Il progetto sarebbe relativo a 12 pali per un’altezza di 80 metri ed una potenza generata di 36 megawatt. Non è quindi un parco eolico di piccole dimensioni, ma di medie dimensioni, atteso che il progetto Effeventi conta 54 pali e 164 megawatt di potenza ed è un progetto di medio grandi dimensioni. A proporlo sarebbe la K.R.Energy, una società che gli appassionati di trading borsistico conoscono sicuramente.
Si tratta della vecchia Kaitech, oggi trasformata, dopo la fusione con la Eurinvest in K.R.Energy appunto ed un tempo titolo quotato al nuovo mercato di Milano (mercato oggi chiuso), all’epoca del boom delle nuove tecnologie e di internet. Dopo una serie di vicissitudini societarie oggi Kaitech ossia K.R.Energy ha virato verso la produzione di energie pulite e fonti rinnovabili e ha lanciato anche un aumento di capitale per ben 150 milioni di euro per sostenere questa nuova progettualità. E sempre stando a quanto dichiarato da Legambiente nel suo comunicato stampa, a questo progetto la Regione Molise avrebbe dato il suo beneplacito. “A questo punto si tratta di una questione che può avere anche riverberi politici – dicono alla Confcommercio – e la Regione deve fare un sforzo di massima trasparenza, anche perché non è possibile usare due pesi e due misure in due situazioni uguali.
O i pali eolici non ci devono stare né in mare, né sulla costa o ci devono stare.
Tertium non datur. Sulla vicenda come organizzazione siamo intenzionati a muoverci, anche perché sin dall’inizio non abbiamo nascosto il nostro interesse al progetto Effeventi e non abbiamo ancora compreso appieno le ragioni di chi urlava un no senza motivazioni solide. Ma oggi è l’organo amministrativo regionale a dover fornire risposte. Se si era convinto, ed ha deliberato in tal senso, che l’energia rinnovabile fornita dal vento non fosse ecocompatibile la Regione deve ora tenere evidentemente la barra dritta in tal senso.
E quindi a distanza di qualche mese non può avallare un campo eolico nella stessa zona, perdipiù sulla terraferma, su oltre 9 mila ettari di terra e su un territorio spaziante dalla costa alla collina,. Un impianto, quindi, ben più invasivo di quello a 5 miglia dalla costa che ha appena bocciato.
Non vorremmo che poi la fornitura dell’energia e le politiche energetiche regionali diventassero un’occasione per assumere posizioni politiche, del tutto discrezionali. Pensiamo di no, ma attendiamo in ogni caso le risposte più opportune dalla Regione”. Certo, lo stimolo è interessante e stuzzicante. Ormai Montenero di Bisaccia è diventata anche più famosa di Ceppaloni. Ed ogni iniziativa che si muove sul territorio di questo comune non può non attirare un’attenzione particolare.