• Articolo , 23 giugno 2008
  • La rivoluzione eolica della Gran Bretagna

  • Londra presenterà la settimana prossima un piano in materia ambientale con investimenti oltre i 140 miliardi di euro per raggiungere la quota del 15% di rinnovabili entro il 2020

C’è vento di rivoluzione nel Regno Unito, o più precisamente c’è la “rivoluzione del vento”. Sì perché il Governo britannico sta per presentare un maxi piano di investimenti, finalizzato allo sviluppo dell’energia eolica on-shore ed off-shore. Sono in programma 4000 nuove turbine “terrestri” da aggiungersi alle 2000 che già possiede e alle 7000 turbine da costruirsi al largo delle coste delle isole britanniche annunciate il mese scorso. Il documento, che verrà ufficialmente presentato in settimana, prevede che la Gran Bretagna spenda circa 100 miliardi di sterline, pari a 142 miliardi di euro per poter raggiungere quota 15% di rinnovabili e potenziare di circa 30 volte la sua ‘flotta’ di aerogeneratori. Il 50% delle nuove turbine terrestri verranno costruite in Scozia, un quarto andranno all’Inghilterra e le restanti verranno divise tra l’Irlanda del nord e il Galles. A questo va aggiungendosi anche il contributo di altre fonti pulite: un’area dell’estensione dell’Essex (circa 3.600 chilometri quadrati) sarà destinata alla coltivazione di biomasse a fini energetici, verrà resa obbligatoria l’adozione di dispositivi per l’efficienza energetica nelle case di nuova costruzione e negli interventi di riqualificazione edilizia, un’abitazione su quattro dovrà essere dotata di impianti solari termici e la rete elettrica nazionale sarà aumentata per accogliere il nuovo flusso di elettricità “verde”. Se la strategia avrà successo, secondo le stime londinesi, le emissioni di anidride carbonica saranno ridotte del 20% e la dipendenza dal petrolio del 7%.