• Articolo , 11 novembre 2010
  • La Romania dà il via al monitoraggio della CO2 per le nuove auto

  • Entro i primi mesi del 2011 il governo di Bucarest renderà operativo il sistema di monitoraggio delle emissioni di CO2 delle nuove auto. Una iniziativa in linea con le proposte arrivate solo ieri dalla Commissione Europea

(Rinnovabili.it) – A meno di un giorno dalla presentazione del report con cui la Commissione Europea ha rilevato “il record nel taglio alle emissioni”:http://www.rinnovabili.it/ue-tagli-record-della-co2-da-immatricolazioni-nuove-auto-nel-2009-5595919 di CO2 delle nuove auto e ha annunciato provvedimenti per armonizzare il sistema di monitoraggio in tutti i paesi, ulteriori buone notizie arrivano oggi da una nazione, come la Romania, da tempo alle prese con numerosi problemi di inquinamento. Una nazione che ha saputo cogliere lo stimolo arrivato ieri da Bruxelles comunicando che il governo renderà operativo dall’inizio del 2011 il nuovo sistema di monitoraggio delle emissioni di CO2 delle nuove auto. Il sistema, che verrà testato tra qualche mese, consentirà di esaminare tutti i dati derivanti dalle immatricolazioni delle nuove auto.
Il programma, che si inquadra nel più ampio piano europeo di riduzione delle emissioni climalteranti, prevede che il Pubblico Registro delle Auto rumeno cooperi con i dipartimenti operativi nella concessione delle licenze di guida e nella registrazione dei nuovi veicoli. In questo modo potrà costituirsi una sorta di rete che garantirà una maggiore tempestività e accuratezza nell’analisi dei dati. I due dipartimenti dovranno fornire al Pubblico Registro – RAR – i dati che riguarderanno le nuove immatricolazioni alla data del 31 gennaio di ogni anno, mentre il ministero dell’Economia dovrà a sua volta dare al RAR i dati riguardanti il numero di stazioni di gas che possono vendere carburanti E85, ovvero quelli che sono ottenuti grazie alla combinazione del 15% di benzina e dell’85% di etanolo. Il programma prevede, inoltre, che il RAR trasmetta i dati così raccolti al ministero dell’Ambiente entro il 15 marzo di ogni anno, a partire dal 2011. Il risultati complessivi di questo nuovo piano di monitoraggio saranno poi presentati direttamente alla Commissione Europea.