• Articolo , 9 maggio 2011
  • La serie A della ciclabilità premia Torino, Ferrara e Udine

  • Noti i risultati del primo Giretto d’Italia 2011, organizzato da Legambiente a dimostrazione che una mobilità urbana a emissioni zero è un obiettivo ampiamente percorribile.

(Rinnovabili.it) – Aggiudicati i vincitori del primo Campionato della Ciclabilità Urbana di Legambiente, Fiab e Cittainbici. La gara, definita anche come Giretto d’Italia 2011, svoltasi tra martedì scorso e venerdì 6 maggio, consisteva nel monitorare, in un normale giorno lavorativo delle 27 città partecipanti, tutti i veicoli che hanno varcato i check point allestiti in vari punti strategici dei territori comunali in questione. Nel complesso i 27 comuni in gara hanno dimostrato un trend positivo nell’impiego della bici, con circa 45mila ciclisti urbani, con “ingorghi insoliti in circa 11 dei Comuni monitorati”. In città come Carpi, Ferrara, Parma, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Schio, Sengallia, Trento, Udine e Vicenza almeno il 30% dei veicoli era munito di pedali, da qui il gran premio a squadre all’Emilia Romagna. Maglietta rosa dei piccoli centri urbani a Udine (39,8%) e Ferrara (38,2%), mentre per il “girone” delle grandi vince Torino (19%) seguita da Milano, Verona e Firenze. Fra i centri con la “quota di mobilità sostenibile più alta”, aggiudicandosi così la classifica a punti, Bolzano, Padova e Trento, dove ben il 90% dei transiti è risultato essere ad emissioni zero e solo il 10% era rappresentato da auto e scooter. Da non sottovalutare neanche i risultati di Bari, Roma e Genova, dove sono state registrate, rispettivamente, le seguenti percentuali 5,4%, 5% e 2,7%. Va però sottolineate che in occasione del Giretto molte amministrazioni locali hanno tentato di sensibilizzare la popolazione a spostarsi in bicicletta, e che il monitoraggio è stato effettuato in aree cittadine dove è più semplice spostarsi in bici. “La vera maglia rosa – hanno sottolineato Legambiente, Fiab e Cittainbici – l’hanno vinta in realtà quei 45mila ciclisti che in occasione del Giretto d’Italia hanno spiegato a tutti che la bici è un mezzo di trasporto oltre che di sport e di svago. Mentre all’insieme delle nostre città va detto chiaramente che i risultati straordinari del Giretto d’Italia potrebbero essere la norma se gli amministratori locali assegnassero gerarchie diverse alle diverse componenti della mobilità, lasciando all’auto un ruolo marginale (riducendo il suo uso solo ai casi in cui è effettivamente insostituibile) e dando strada alle biciclette, ai pedoni, al trasporto pubblico e a tante altre soluzioni (bike sharing, car sharing, car pooling) in grado di far risparmiare tempo, soldi, salute, spazio, inquinamento, stress”.