• Articolo , 4 luglio 2008
  • La sostenibilità negli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale

  • Quando il suolo riveste il ruolo di “preziosa risorsa”, la sua salvaguardia diventa la base dello sviluppo sostenibile di un intero territorio

A partire dall’invenzione del termine “sviluppo sostenibile”, passando attraverso l’elaborazione di Quaderni e Rapporti come l’Agenda 21 e il Protocollo di Kyoto, fino ad arrivare ai molteplici provvedimenti legislativi che compongono il Quadro Normativo attuale, la sostenibilità è stata intesa come un unico e complesso sistema di approcci, politiche e comportamenti che, in ogni campo della vita e dalla macro alla micro scala, percorressero strade parallele con lo scopo di raggiungere il fine comune della salvaguardia della salute del Pianeta. Insomma, da Bruntland ad oggi il dibattito sulla sostenibilità ha coinvolto tutti, prima gli addetti ai lavori e gli organismi internazionali, poi gruppi di studiosi, fino ad arrivare all’opinione pubblica. Uno dei capisaldi di questo obiettivo è senza dubbio la sostenibilità degli strumenti di pianificazione urbanistica, cardine delle attività che disegnano e finalizzano, a partire dalla “macro scala”, il “buon costruire” nelle nostre città ed il “governo” del territorio.
A partire dalla “strategia europea sull’ambiente urbano” sono stati individuati gli elementi attraverso i quali riuscire a raggiungere lo scopo di migliorare la qualità delle aree urbane; essi sono quattro, ovvero la gestione urbana sostenibile, il trasporto urbano sostenibile, l’edilizia sostenibile e, dulcis in fundo, la progettazione urbana sostenibile. Inutile sottolineare che quest’ultima comprende totalmente le prime tre, e riveste il ruolo di elemento coordinatore, attraverso politiche che dovrebbero definire un completo sistema di gestione urbana sostenibile. La progettazione urbana sostenibile descrive “modelli di utilizzazione del territorio” (“www.contabilitaambientale.it”:http://www.contabilitaambientale.it) che insistono su ampie aree urbane, nelle quali si intrecciano aspetti ambientali, il sistema del verde urbano, l’espansione dei centri abitati, soprattutto delle “periferie”, problematiche di degrado, riqualificazione e rifunzionalizzazione di aree, edifici ed infrastrutture, ecc.
È sempre importante inoltre guardare alle nostre città ed al territorio come soggetti di politiche di diversa natura, che coinvolgono in misura diversa ma correlata edifici, infrastrutture e trasporti, energia, gestione dei rifiuti. In questa panoramica, la progettazione urbana sostenibile abbraccia una molteplicità di problematiche, che vanno dagli aspetti ambientali alla crescente espansione delle periferie verso le zone rurali.

A livello regionale, solo per fare un esempio, la Regione Lombardia ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con operatori del settore per lo sviluppo della bioedilizia, la promozione all’uso razionale dell’energia e della certificazione energetica ed ambientale degli edifici. Uno degli obiettivi principali è l’attivazione di “strategie condivise” e complementari che riuniscano i diversi settori dell’edilizia civile, attraverso quattro aree di intervento, tra le quali a nostro avviso riveste una particolare importanza quella della Normativa per il Governo del Territorio, che si dovrebbe avvalere di un documento unico recante “indirizzi e criteri per l’incentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione dell’edilizia sostenibile” e la definizione di linee guida.
C’è però la necessità di riportare una annotazione negativa: nonostante gli sforzi, a livello prima di tutto europeo e poi nazionale e locale, questo susseguirsi di leggi e “leggine” sempre più specifiche e “cucite su misura” per le singole realtà regionali e provinciali, rischiano di entrare in contrasto con il reale bisogno di una organizzazione “dal basso” in termini urbanistici, che non può e non deve prescindere da comuni obiettivi sovralocali. Inoltre la “delega urbanistica delle Regioni” ha portato alla definizione di quadri legislativi che in molti casi sembrano addirittura appartenere ad impianti costituzionali diversi.
Oggi l’Urbanistica si deve necessariamente occupare anche di importanti aspetti “ecologici”, allo scopo di utilizzare razionalmente le risorse disponibili, con la consapevolezza della loro “finitezza” nel tempo e nello spazio. Gli aspetti attorno ai quali ruota la disciplina dell’Urbanistica sono i trasporti, le abitazioni, l’industria e la produzione in generale, il commercio, l’energia, i centri urbani, le aree verdi, ma soprattutto e prima di tutto, il suolo, finito e prezioso, risorsa principe e per questo meritevole di molte cure ed attenzioni.
Il processo di trasformazione del territorio come risorsa in suolo urbanizzato non è senz’altro breve, tuttavia negli ultimi decenni sembra aver fatto un balzo in avanti ed aver acquisito un aspetto negativo, incalzante ed inesorabile. Ma esistono nel mondo molti buoni esempi di come si possa fare dell’urbanizzazione del territorio un processo virtuoso, abbandonando i vizi dello sfruttamento eccessivo delle risorse.
Un esempio per tutti è il noto quartiere Vauban a Friburgo, in Germania, tipico esempio di rifunzionalizzazione di una estesa caserma francese in uso fino al 1992. Oggi in questa vasta area sorge un quartiere residenziale d’eccellenza, ad alta densità e multiculturalità, con alloggi e posti di lavoro, residenze per studenti, impianti che utilizzano e producono energia pulita e tanto tanto verde. Ciò che rende speciale questo quartiere è però un aspetto non comune, ma che nell’ultimo quadro normativo europeo sembra voler occupare sempre maggiore importanza: il coinvolgimento dei cittadini nelle operazioni e nel complesso procedimento di pianificazione del territorio. Attraverso un forum, il “forum Vauban”, costituito nel 1994 da un gruppo di cittadini che più di tutti erano sensibili alle tematiche del recupero e della riqualificazione urbanistica, vengono organizzate campagne d’informazione e manifestazioni di vario genere incentrate sul coinvolgimento della cittadinanza nello sviluppo sostenibile del quartiere. Il forum è diventato nel tempo l’organo ufficiale della partecipazione della cittadinanza al processo progettuale realizzativi del quartiere, dal quale è scaturita l’idea di “quartiere socio-ecologico”. Vengono discussi problemi che vanno dalla “mobilità sostenibile” all’energia alternativa, alle tematiche del verde, non di rado attraverso workshop con la pubblicazione di un notiziario di quartiere, il “Vauban aktuell”. Nel 1999 il forum ha addirittura pubblicato il libro “Lo sviluppo sostenibile inizia nel quartiere”, manoscritto che vuole essere un manuale per urbanisti, amministratori e cooperative di cittadini, per la divulgazione di un corretto modo di vivere e di convivere, nel rispetto e nella salvaguardia delle risorse naturali che abbiamo a disposizione, prima fra tutte il “nostro territorio”.