• Articolo , 25 novembre 2010
  • La Spagna entra nella gara dei colossi eolici off-shore

  • Dieci società eoliche e 22 centri di ricerca. Così la nazione iberica progetta la propria vittoria nella gara internazionale per la realizzazione dell’aerogeneratore più grande e potente del mondo

(Rinnovabili.it) – Nell’accesa competizione che si sta disputando nel mondo della progettazione eolica un nuovo agguerrito concorrente scende in campo. La corsa alla turbina più grande e potente al mondo, ingaggiata ormai da tempo da Regno Unito e Norvegia, non si esaurisce nel Nord Europa ma allarga i suoi confini fino al mediterraneo. Ed ecco allora che Eolo, Britannia e Aerogenerator X, volenti o nolenti, dovranno presto fare spazio ad Azimut, il progetto lanciato da un gruppo di imprese spagnole col sostegno di Madrid.
Per raggiungere l’obiettivo sperato, ovvero un colosso eolico da guinness dei primati con una capacità di 15 MW, Gamesa e 11 società tra cui Alstom SA, Acciona e Iberdrola Renovables SA, assieme a 22 centri di ricerca specializzati, hanno dato il via al mega progetto da 25 milioni di euro.
Per i prossimi quattro anni Gamesa supervisionerà l’andamento del progetto, mentre Acciona Windpower lavorerà sulla tecnologia necessaria per convertire l’energia eolica in elettricità. Acciona Energia si occuperà della costruzione, la messa in opera e la manutenzione dei siti off-shore, Alstom sarà responsabile della realizzazione delle sottostrutture marine e infine Iberdrola Renovables gestirà l’integrazione dell’energia eolica nella rete elettrica.
Un piano ben congegnato, dunque, dove ogni azienda e istituto svolgerà un ruolo diverso ma ben definito per procedere come un unico organismo verso l’obiettivo preposto. Il progetto, che ha ricevuto il pieno sostegno del Centro per lo sviluppo della tecnologia industriale del governo spagnolo, è stato voluto per aiutare il settore a superare alcuni ostacoli tecnici e finanziari che stanno attualmente limitando lo sviluppo dell’eolico marino.
“Gli ostacoli maggiori sono la disponibilità, le fondazioni delle turbine e l’erogazione sulla terra ferma dell’energia prodotta”, ha detto Gamesa in un comunicato. “E [anche] la riduzione del divario tra il costo di produzione dell’energia offshore e gli investimenti richiesti”.