• Articolo , 2 agosto 2010
  • La Spagna pronta a dimezzare il premio agli impianti solari

  • Il Ministro Miguel Sebastian ha fornito alla Commissione Nazionale dell’Energia un regio decreto nel quale si propone di diminuire il bonus per l’energia rivenduta alla rete ma il comparto fotovoltaico insorge

(Rinnovabili.it) – Tempi di ristrettezze per il fotovoltaico spagnolo. Dopo l’ulteriore passo avanti nella saga del feed-in-tariff dedicato (il governo ha deciso che le sovvenzioni per gli impianti già operativi verranno decurtate del 10% al 15% nei prossimi tre anni, prolungando tuttavia la copertura per un ulteriore triennio), il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti spagnolo Mario Flores ha annunciato un taglio anche per il sistema bonus. L’intenzione è quella di ridurre fino al 45% il prezzo dell’elettricità pagato ai nuovi impianti a energia solare. La percentuale si applicherebbe solo per le grandi istallazioni a terra, mentre per le coperture fotovoltaiche e gli impianti di dimensioni ridotte il ministero prevede decurtazioni minori, nell’ordine, rispettivamente, del 25% e del 5%.
“Queste percentuali riflettono le tecnologie migliori e le riduzioni dei costi che si sono verificate nel settore fotovoltaico, (riduzioni) tali da suggerire che i guadagni dovrebbero essere trasferiti ai consumatori consentendo nel contempo che i tassi di rendimento rimangano attraenti per gli investitori”, ha riferito Flores.

Il comparto non sembra aver preso bene la notizia. Già lo scorso 30 luglio l’Asociación Empresarial Fotovoltaica aveva criticato Madrid perché dimostratosi non in grado, in tre messi di colloqui, di progredire su nessuna delle proposte del settore nonostante alcune riportassero importanti sacrifici d’ordine finanziario. “Il governo deve scegliere se mantenere l’attuale proposta del Ministero dell’Industria o se accogliere le nostre richieste, eliminando le quote di produzione e l’adozione di una riduzione graduale delle tariffe”. Oggi a far sentire la propria voce è anche l’Asociacion de la Industria Fotovoltaica (ASIF) che in merito alla nuova proposta si dichiara “sorpresa e indignata, perchè alcuni degli aspetti del regolamento che è stato inviato al CNE erano stati inclusi nelle trattative, e ci era stato detto di aspettare fino a settembre per risolvere le questioni in sospeso”.