• Articolo , 9 marzo 2009
  • La terra in bilico: metà salva e metà perduta?

  • Brutta previsione dell’Ufficio Metereologico Britannico che grazie ai dati forniti da un super-calcolatore, da un 50% di possibilità che la Terra di salvi da una definitivo “climate change”, anche se tutti i governi della terra rispettassero gli impegni presi in merito

E’ l’UK Met Office” l’ufficio meteorologico del Regno Unito a lanciare l’allarme. E addirittura potrebbe essere un allarme addirittura tardivo.
Tardi per salvare il nostro pianeta Terra da un “climate change” irreversibile. A questa conclusione sono arrivati i ricercatori dell’Ufficio Metereologico del Regno Unito grazie ai calcoli di un super-computer.
La Terra, stando a questi risultati, nel 2100 avrà una possibilità su due di subire tragici cambiamenti. La ricerca, prodotta in vista dell’appuntamento di Copenaghen, rivela l’effettivo ritardo di 10 anni nel diminuire le emissioni climateranti, ritardo che si traduce in una crescita della temperatura media di mezzo grado.
Ipotesi, sempre dell’ “UK Met Office”, se non si facesse nulla, a fine 2100 il pianeta subirebbe un aumento della temperatura tra i 5,5 e i 7,1 gradi. Una sola parola, il commento possibile secondo l’ufficio britannico: catastrofe.
Ma secondo le sue previsioni, anche ammesso che i governi della terra raggiungano subito un accordo per arrivare entro il 2050, con le emissioni di CO2 in misura del 50% in confronto ai livelli del 1990, le possibilità di riuscire a contenere il surriscaldamento globale al di sotto dei fatidici due gradi centigradi sono comunque del 50% (e ormai sappiamo che, superata quella soglia, le conseguenze diverrebbero irreversibili e tali da compromettere l’equilibrio del sistema ecologico terrestre e di conseguenza la vita del pianeta stesso).