• Articolo , 31 marzo 2011
  • La verità sulle rinnovabili? Hanno inciso meno di 3 euro in bolletta

  • Legambiente spiega: le “vere” fonti energetiche rinnovabili incidono solo per il 5,5%. Ma quanto ci costa già ora il nucleare?

(Rinnovabili.it) – “L’Authority pubblica il rapporto”:http://www.rinnovabili.it/authority-per-le-bollette-degli-italiani-rischio-stangata-rinnovabili-403736 sullo “Stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas” ed è subito allarme _“Stangata Rinnovabili”._ Ma nella babele di dichiarazioni che circolano ormai da tempo a riguardo e prima che il Governo faccia sapere quale destino spetta alla filiera della _green energy_ italiana, Legambiente torna sulla questione degli oneri determinati dal sistema incentivante italiano sulle bollette dei consumatori per spiegare che le fonti rinnovabili, “quelle vere”, nel 2010 sono costate *solo 2,5 euro al mese*.
“Una cifra – spiega l’associazione ambientalista – che ha inciso sui costi totali solo per il 5,5% e che serve ad assicurare lo sviluppo delle fonti pulite, rinnovabili, tecnologicamente vantaggiose per il sistema Paese, per l’occupazione e per la salute degli italiani. Occorre partire da questi dati per affrontare coerentemente il tema dei costi delle nostre bollette energetiche”.
A far lievitare la bolletta, prosegue Legambiente, sarebbe sia una dipendenza dal petrolio sempre maggiore e voci economiche ben precise. “Mi riferisco – sottolinea il presidente Cogliati Dezza – al costo per i Cip 6 delle fonti assimilate piuttosto che alle Tariffe speciali Fs o ancora alla quota per il decommissioning delle centrali nucleari e non solo”. Un “spauracchio” quello degli alti costi, che andrebbe a autoeliminarsi al raggiungimento della grid parity, “volendo già nel 2020”. “Non è possibile ingannare i cittadini – ha concluso Cogliati Dezza – […] senza fare prima chiarezza sui costi reali della produzione energetica. Tanto più, che tutti i sondaggi realizzati ad oggi, hanno dimostrato che gli italiani vogliono le rinnovabili e che, per questo, sono disponibili a pagare quote accettabili in bolletta. Sarebbe più utile e corretto allora informare su quanto andrebbe a pesare (e quanto ci costa già ora) l’eventuale ritorno del nucleare”.