• Articolo , 4 aprile 2011
  • La World Bank annuncia: “Niente più fondi al carbone, ma…”

  • La Banca Mondiale annuncia lo stop ai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove centrali elettriche a carbone sostenendo però gli impianti inquinanti nei paesi poveri impossibilitati a realizzare progetti energetici sostenibili

(Rinnovabili.it) – Niente più fondi per le centrali elettriche a carbone. Lo ha annunciato la World Bank precisando che potrebbero essere fatte alcune rare eccezioni per le richieste provenienti dai paesi in via di sviluppo, dove l’elettricità è ancora oggi a disposizione di pochi.
Cedendo quindi alle pressioni degli ambientalisti la Banca Mondiale sta progettando un nuovo adeguamento delle regole che stabiliscano e affidano i finanziamenti, accettando le proposte per il sostegno alla realizzazione di nuove centrali inquinanti solo nel caso in cui siano dettagliatamente descritte e documentate le reali necessità della popolazione e nel caso in cui affidarsi alla produzione di elettricità da fonte rinnovabile non sia possibile.
Una strategia nuova quindi, per limitare l’inquinamento proveniente dalla produzione di elettricità da combustibile fossile e nuove strategie a favore dello sviluppo e della diffusione delle energie da fonte alternativa a basso impatto ambientale anche se, secondo gli attivisti, quanto fatto finora risulta ancora insufficiente. “Il progetto di strategia è deludente. Sembra quasi che la Banca Mondiale stia cerando di dare una _ripulita_ alle proprie attività continuando a portare avanti progetti _sporchi_ come al solito” ha dichiarato Alison Doig, consulente senior sul cambiamento climatico presso la Christian Aid. “Mentre da una parte viene proposto un taglio dei finanziamenti destinati al carbone per i paesi a medio reddito dall’altra la banca continuerà i propri investimenti nei combustibili fossili nei paesi più poveri, condannandoli ad un futuro con alte emissioni di carbonio. Questo significa che la Banca potrebbe spendere di più investendo nei combustibili fossili nei paesi più poveri”.
I finanziamenti ai combustibili inquinanti sono da tempo un obiettivo degli ambientalisti, che lo scorso anno hanno attaccato la Banca Mondiale a seguito della decisione di concedere 4 miliardi di dollari alla compagnia sudafricana Eskom per costruire quella che sarebbe poi diventata una delle centrali elettriche alimentate a carbone tra le più grandi del mondo.
Robert Zoellick, il presidente della Banca Mondiale, ha spesso parlato in pubblico della necessità di riallineare i criteri di finanziamento dell’istituzione con gli obiettivi del cambiamento climatico, sottolineando che la Banca Mondiale è anche uno dei principali finanziatori al mondo in società dedicate alla produzione di energia a basse emissioni.
La banca è stata inoltre attaccata per i suoi tentativi di conquistare i finanziamenti internazionali di progetti per il cambiamento climatico. Ai sensi dell’accordo di Copenaghen del 2009, la banca potrebbe essere accusata di aver erogato i miliardi di finanziamenti che i paesi ricchi avrebbero dovuto inviare ai paesi poveri destinati ad aiutarli a far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e per ridurre le emissioni di gas serra.
A tal proposito la Doig ha dichiarato: “La Banca Mondiale sembra pensare di poter gestire i nuovi fondi mondiali per il clima pur continuando a stimolare lo sviluppo di progetti ad alto tenore di carbonio mentre invece dovrebbe proporre una strategia coerente e credibile per promuovere la fiorente economia verde che potrebbe aiutare i paesi in via di sviluppo ad adottare tecnologie per il 21° secolo”.