• Articolo , 2 luglio 2009
  • L’Abc dell’illuminazione intelligente

  • Nel redigere un contributo sul Risparmio Energetico nel campo dell’illuminazione può essere conveniente richiamare alcuni elementi di base. # – Praticare il Risparmio Energetico non significa tornare a fare il bucato a mano ma cambiare il modo di consumare energia (in tutti i campi come elettricità, trasporti, climatizzazione) senza attaccare la qualità della vita ed […]

Nel redigere un contributo sul Risparmio Energetico nel campo dell’illuminazione può essere conveniente richiamare alcuni elementi di base.
# – Praticare il Risparmio Energetico non significa tornare a fare il bucato a mano ma cambiare il modo di consumare energia (in tutti i campi come elettricità, trasporti, climatizzazione) senza attaccare la qualità della vita ed ottenendo risultati finali qualitativi del tutto equivalenti.
# – L’Italia, su invito della Commissione Europea, che ha pubblicato un “Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica”, ha già varato Programmi di “Miglioramento per l’Efficienza Energetica”.
# – Elaborando i dati disponibili, l’Enea stima che l’applicazione corretta dei programmi possa portare ad una riduzione del consumo energetico del 20%, che corrisponde ad un risparmio di 30 Mtep di energia pari agli incrementi previsti per il consumo di energia fino al 2030.

Ciò premesso viene mostrato uno degli esempi di aumento dell’Efficienza Energetica che si può ottenere con il solo cambio dei corpi illuminanti senza rinunciare ne ai livelli d’illuminazione ne alle abitudini riguardo al colore della luce.
Per semplificare si considerino soltanto i tipi di lampada largamente più diffusi in commercio:
Le lampade a filamento: sono costituite da un’ampolla di vetro riempita di gas inerte con un filamento di tungsteno interno reso incandescente dal passaggio di corrente.
Le lampade alogene: sono simili alle lampade a filamento ma sono riempite da un gas alogeno (iodio, kripton, xeno) a pressione che consente d’innalzare la temperatura del filamento ottenendo una luce più bianca. La presenza del gas a pressione aumenta anche la durata della lampada.
Le lampade fluorescenti ad alta efficienza: sono costituite da un tubo di vetro coperto internamente da sostanze fluorescenti rese luminose da una scarica di corrente che attraversa il tubo. Per regolare la corrente al giusto valore sono dotate di un dispositivo chiamato reattore.
Le lampade fluorescenti compatte: sono più raccolte di quelle ad alta efficienza, e dispongono di un attacco a vite uguale a quello delle lampade a filamento.
Le figure sottostanti richiamano l’aspetto fisico di tali lampade.

Nella tabella che segue viene illustrato un quadro delle principali caratteristiche dei vari tipi di lampade.

Per comprendere quanto segue bisogna riferirsi al “lumen” che è l’unità che misura la quantità di luce. Nell’ipotesi che per illuminare discretamente una stanza di media grandezza (4×4 m) occorrono 2200 lumen, si deve esaminare quanta potenza occorre per produrre i 2200 lumen.
Le lampade a filamento con un watt di potenza danno al massimo 14 lumen mentre le lampade fluorescenti tubolari ne danno 100. Facendo qualche calcolo elementare si può verificare che nel primo caso occorrono 150 w e nel secondo 20 w. Il risparmio è di 130 w e se si pensa ad una utilizzazione media giornaliera di 5 ore e mezza, in un anno l’energia non consumata, a parità d’illuminazione, sarebbe di circa 260 kwh (1 kwh chilowattora: = 1000 watt per un ora). Tale aumento di Efficienza corrisponderebbe, al costo medio attuale del kwh, ad una minore spesa di 47 Euro; inoltre si risparmierebbe il consumo di 65 kg di petrolio e l’emissione di 208 kg di gas serra. Il tutto con una sola stanza.

Riguardo alla lampada fluorescente compatta, che è il modello che più facilmente può sostituire la lampada a filamento senza bisogno di ulteriori modifiche, si consiglia tenere presente i seguenti aspetti:

*All’acquisto*
* le lampade a fluorescenza compatte durano 10 volte quelle a filamento, e quindi il costo iniziale superiore viene compensato dalla maggiore durata
* scegliere i modelli con reattore elettronico che, senza ritardo, fin dal momento dell’accensione sono in grado di dare tutta la quantità di luce.
* scegliere opportunamente il colore della luce, misurato in gradi Kelvin, tenendo conto che un valore basso esalterà i colori rosso e giallo scurendo invece l’azzurro ed il blu; il contrario accade con i valori alti. La temperatura della luce bianca media (o luce del sole che peraltro varia durante il giorno) è un po’ al disotto dei 5000 gradi Kelvin. Per il trucco al viso o per la scelta degli indumenti da indossare, bisognerebbe avere un colore della luce equivalente a quello dell’ambiente che si deve frequentare. Le lampade compatte di norma permettono la scelta tra tre livelli di colore in base alle indicazioni riportate sul dorso della scatola.

*Esaurimento*
Alla fine della vita utile le lampade fluorescenti non vanno con i rifiuti comuni ma devono essere depositate nei contenitori previsti dall’azienda di smaltimento.