• Articolo , 2 novembre 2008
  • Lamezia: Pd diviso sulla discarica di rifiuti tossici

  • Ci sarà una riunione per discutere sull’esistenza di pericoli nella discarica di località Gallù-Carratello in costruzione nel comune di Pianopoli. È l’impegno assunto dai dirigenti del Partito democratico nell’incontro sull’ambiente organizzato nella sala consiliare dell’ex comune di Sambiase. La struttura da 500 mila metri cubi di spazzatura ha suscitato pareri divergenti nel Pd lametino, che […]

Ci sarà una riunione per discutere sull’esistenza di pericoli nella discarica di località Gallù-Carratello in costruzione nel comune di Pianopoli. È l’impegno assunto dai dirigenti del Partito democratico nell’incontro sull’ambiente organizzato nella sala consiliare dell’ex comune di Sambiase.
La struttura da 500 mila metri cubi di spazzatura ha suscitato pareri divergenti nel Pd lametino, che ha considerato i dubbi sollevati da alcuni consiglieri comunali di minoranza di Pianopoli presenti all’incontro, contrari alla realizzazione dell’opera.
Tra i propensi all’impianto di raccolta dei rifiuti c’è Italo Reale (ex sub commissario per l’emergenza ambientale della Regione), tra i perplessi l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Muraca ed il presidente dell’Asi Giuseppe Petronio. La discarica, per Reale, ha tutte le carte in regola, anche perché da pochi giorni ha ottenuto «il nuovo e definitivo visto di tutti gli organi preposti nella conferenza dei servizi». Nell’impianto, che dista 500 metri dalla superstrada dei Due Mari ed a poche centinaia di metri dal fiume Amato, saranno accolti 415 specie di rifiuti, tra cui scorie (zinco e piombo) prodotte da fabbriche metallurgiche, come quelle prodotte dalla Pertusola di Crotone su cui sta indagando la magistratura crotonese per disastro ambientale.
Alla riunione ha preso parte anche Massimo Scalia, ordinario di fisica all’Università “La Sapienza” di Roma e promotore del movimento ecologista del Pd. In sala anche la parlamentare Doris Lo Moro, i consiglieri regionali Egidio Chiarella e Franco Amendola, il sindaco Gianni Speranza ed il suo vice Giuseppe Vitale. C’erano diversi consiglieri comunali lametini ed alcuni sindaci del comprensorio, tra cui Bruno Arcuri di Carlopoli e Daniele Menniti di Falerna. Quest’ultimo è intervenuto arricchendo il dibattito sponsorizzando la «manodopera locale nella realizzazione di parchi eolici».
Il primo cittadino di Falerna è infatti il promotore di un impianto eolico da costruire in territorio comunale con l’impiego di operai del posto e per questo battezzato in modo esplicito “Non vendiamoci anche il vento”. Si tratta di un progetto che servirà a produrre energia da fonte alternativa ma sarà anche utile per specializzare i lavoratori locali, inserito in graduatoria nell’apposito elenco regionale da cui attingere ai finanziamenti.
Accanto ai problemi ambientali dell’hinterland sono echeggiati i nomi di Angela Merkel, premier del governo tedesco, e gli obiettivi europei del Pacchetto clima. A tirarli in ballo Massimo Scalia nell’intervento che ha illustrato la posizione degli ecologisti del Partito democratico.
«Siamo per i traguardi fissati dall’Europa e promossi dalla “rossa” di Germania, cioè il cosiddetto “20-20-20″», ha esordito Scalia. Che ha spiegato: «Si tratta della riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’aumento al 20% della quota delle energie rinnovabili nel mix complessivo, e il miglioramento del 20% dell’efficienza energetica. È una sfida ambientale, economica e sociale». La strada da compiere, secondo il fisico, «è ancora lunga e ci stiamo attardando; se non ce la faremo, saremo condannati ad un degrado che non meritiamo».
In materia di produzione d’energia da fonti alternative, l’aula ha accolto con un applauso il piano attuato dal presidente dell’Asi Petronio. Il massimo responsabile dell’area di sviluppo industriale ha concesso spazi adeguati nella zona ex Sir per l’installazione di impianti fotovoltaici, dispositivi in grado di trasformare l’energia solare in elettricità.
«Per occuparsi della depurazione», ha sentenziato l’assessore Muraca, «la soluzione migliore sarebbe l’affidamento ad un unico soggetto dell’attività e dei rapporti con i comuni, dopo quanto abbiamo visto con gli Ato, gli Ambiti territoriali ottimali. Se i depuratori non hanno funzionato e si è assistito ad un rimbalzo di responsabilità», ha dichiarato l’esponente della giunta Speranza, «la causa principale ricade sulla confusione gestionale e sulla mancanza di dialogo tra gli enti municipali. Occorre poi», ha aggiunto Muraca, «puntare anche sulla formazione professionale degli operai negli impianti di depurazione».
L’incontro sull’ambiente è stata una tappa fondamentale dell’attività di organizzazione interna del Pd. «Presto avvieremo la fase di tesseramento», ha dichiarato Italo Reale, «e successivamente procederemo con l’elezione degli organismi. Compiti che hanno subìto dei ritardi per via di un confronto naturale, protrattosi più del dovuto, tra componenti culturalmente forti. Gli ambientalisti del Partito democratico sono per le preferenze nell’elezione dei componenti interni».