• Articolo , 1 marzo 2010
  • L’Aper teme per le rinnovabili: la Conferenza Unificata non si farà

  • L’Aper ci contava, la Conferenza avrebbe potuto dare supporto e aiuti concreti al settore delle energie pulite evitando la crisi del fotovoltaico

(Rinnovabili.it) – La Conferenza Unificata, nata nel 1996 per favorire la cooperazione tra lo Stato e le Autonomie Locali e chiamata ad esaminare i provvedimenti sulle Linee Guida nazionali sull’autorizzazione unica e sul nuovo “Conto Energia”, stavolta non si farà. Lo ha annunciato l’Aper sottolineando il disappunto per il mancato incontro che, alla soglia delle elezioni, avrebbe potuto dare un aiuto importante al settore delle rinnovabili e soprattutto supportare il fotovoltaico, attualmente in fase di stallo, viste le troppe incertezze che assediano il comparto.
“APER – dichiara Roberto Longo, presidente dell’Associazione – non può che esprimere una forte preoccupazione per il fatto che ad oggi non si abbia ancora alcuna certezza sulla pubblicazione del nuovo Conto Energia, soprattutto in considerazione del fatto che gli attuali incentivi saranno in vigore solo fino al 31/12/2010. Imprese ed investitori sono così lasciati nell’incertezza senza alcuna possibilità di pianificare attività di medio termine con evidenti ripercussioni anche in termini di filiera industriale”.
“Non si commetta l’errore – ha aggiunto Pietro Pacchione, membro del Consiglio di APER con delega al FV – di non vedere che i costi degli strumenti di sostegno sul sistema Paese, oggetto di preoccupazione crescente, risultano appesantiti da questa evidente incapacità delle Istituzioni di far funzionare efficaci meccanismi decisori. Come già da tempo evidenziato da APER, le inefficienze e i ritardi delle Istituzioni preposte a regolare e amministrare il settore (a qualunque livello) sono una delle principali cause che giustificano incentivi più alti rispetto ad altri mercati. Davanti a queste palesi manifestazioni di irresponsabilità istituzionale, i produttori di energia da fonti rinnovabili non possono più accettare di essere additati come la sola minaccia incombente sulle bollette degli italiani”.
Senza decisioni concrete e senza una normativa adeguata il fotovoltaico rischia di entrare in crisi insieme a tutto il comparto delle rinnovabili che, se non tutelato, potrebbe essere abbandonato a se stesso.