• Articolo , 19 dicembre 2008
  • Lazio: Registro per creditori “verdi”

  • Si chiamerà Registro VERs Lazio e dal prossimo gennaio contabilizzerà la certificazione delle azioni volontarie di riduzione delle emissioni. Uno straordinario strumento finanziario, oltre che ambientale

La sottoscrizione del Protocollo internazionale di Kyoto, oramai avvenuta oltre dieci anni fa, ha prodotto effetti e risultati per certi versi inaspettati da chi ne concepì i contenuti e le implicazioni.
Uno dei fenomeni più interessanti, che negli ultimi 4-5 anni ha conosciuto una vera e propria esplosione, è stato quello dei registri e dei crediti derivanti dalla certificazione delle azioni volontarie di riduzione delle emissioni, compiute da soggetti pubblici e privati.
Il comparto volontario del “sistema” Kyoto si è affiancato a quello obbligatorio previsto dal Trattato soprattutto grazie alla spinta del mercato statunitense, tenuto forzatamente fuori dal settore obbligatorio per le note scelte dell’amministrazione Bush, ma ha poi conosciuto uno sviluppo e una maturazione anche in Europa fino ad affermarsi nel complesso dei mercati internazionali.
L’idea semplice e formidabile di consentire a chiunque di poter certificare la propria scelta di ridurre le emissioni di gas climalteranti attraverso azioni volontarie e di poter poi collocare sul mercato finanziario i crediti generati, si dimostra sempre più apprezzata dalle grandi imprese, dai “brand” globali desiderosi di rifarsi una immagine “verde”, di mostrare attenzione e sensibilità, presunta o reale, nei confronti delle questioni del surriscaldamento del pianeta.
I risultati di questa crescente attenzione non sono certo da sottovalutare: nel solo anno 2007 sono state scambiate sulle 6 principali piattaforme internazionali un volume pari a 55 milioni di tonnellate di CO2e con prezzi variabili tra i 2 e 16 dollari a tonnellata.
Si tratta di cifre rilevanti che danno l’idea concreta del valore e delle potenzialità di questo mercato sotto il profilo finanziario, senza contare gli effetti ambientali e occupazionali generati dalle azioni realizzate.
Il mercato dei VERs (Verified or Voluntary Emissions Reductions) inoltre, nell’ultimo periodo mostra segnali di evoluzione molto interessanti e dalle implicazioni tutte da esplorare.
Da strumento nella generalità dei casi utilizzato da grandi imprese nazionali e internazionali principalmente per i motivi suddetti ( ad esempio la scelta del canale Fox Italia di abbattere le emissioni generate dalla sede romana mediante la piantumazione di alberi in un parco urbano), la certificazione delle azioni di riduzione si avvicina sempre più a soggetti diversi quali piccole imprese, enti pubblici e addirittura singoli individui.
In altre parole, la possibilità di poter rendere visibile e “pubblica” la propria scelta di ridurre le emissioni generate dalle nostre scelte quotidiane, e addirittura la possibilità di ricavarne dei soldi, si dimostra uno strumento di straordinaria attrazione nei confronti di una crescente platea di soggetti.
Questo processo è generato da una serie di fattori tutti fondamentali: l’emergenza clima oramai introitata anche ai livelli dei singoli individui, il ruolo crescente delle imprese impegnate nell’offerta dei servizi di certificazione e trading delle crediti, che generano esse stesse una domanda di servizi di questo genere, la nascente spinta da parte degli Enti locali.
In questo contesto si inserisce la decisione della Regione Lazio, attraverso l’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli, di dotarsi del Registro per la certificazione e contabilizzazione delle azioni volontarie di riduzione delle emissioni realizzate da soggetti pubblici e privati sul territorio regionale (Registro Vers Lazio), presa nella Legge finanziaria regionale per l’anno 2008.
Dopo una necessaria fase di studio e analisi di un mercato assolutamente innovativo, ed espletate le formalità burocratiche, l’Agenzia Sviluppo Lazio, per conto della Regione, ha affidato alla società EcoWay di Milano il compito di concepire e realizzare la piattaforma del Registro, di definire criteri di certificazione di una prima serie di azioni e di seguire il processo di alcune certificazioni.
Il risultato è il primo Registro pubblico in Italia volto a certificare e valorizzare economicamente le azioni di riduzione delle emissioni e senza dubbio una delle esperienze più avanzate in ambito internazionale.
Il Registro VERs Lazio vedrà la luce ufficialmente nel mese di gennaio, i primi progetti ad essere certificati saranno alcuni progetti della Regione come la realizzazione di 76 impianti fotovoltaici su altrettanti edifici scolastici della Regione, il finanziamento dell’installazione di pannelli solari termici, progetti di forestazione urbana. Inoltre, nei bandi relativi ai fondi strutturali europei, l’opzione di certificazione dei progetti presso il Registro sarà un elemento formalmente inserito.
L’Assessorato ha inoltre sottoscritto un accordo di collaborazione con il GME (Gestore del Mercato Elettrico) il quale, forte della sua esperienza di gestione delle aste sui certificati bianchi, porterà un valore aggiunto essenziale al progetto.
Gli obiettivi sono diversi e ambiziosi: da un lato infatti l’esistenza del Registro ambisce a dare qualità ai progetti regionali, qualità data dal fatto che per rispettare i rigidi criteri di certificazione dei progetti richiesti dai principali standards internazionali, dovranno realizzarsi progetti di qualità. Dall’altro, l’esistenza del Registro potrà costituire un potente incentivo nei confronti dei soggetti pubblici e privati a investire in azioni di riduzione, a programmare interventi di miglioramento ambientale proprio in funzione dell’esistenza di uno strumento che può valorizzare quella scelta.
Ciò porta a fare delle riflessioni conclusive: i VERs in ambito internazionale si caratterizzano per la presenza, tra le altre cose, dell’elemento dell’addizionalità e cioè io scelgo di ridurre le mie emissioni con una azione di un certo tipo proprio perché esiste uno strumento che valorizza la mia scelta, sotto il profilo economico in primis.
Questo criterio per un Ente pubblico e per i singoli individui rischia di essere difficilmente applicabile poiché non essendo tanti i crediti generati da una azione mediamente “piccola”, il risvolto economico è senza dubbio meno interessante di quello ambientale, di immagine, di scelta strategica. Inoltre, spesso gli Enti locali realizzano i progetti solo perché interamente finanziati dalla regione e ciò rischia di inficiarne la certificazione proprio per l’assenza dell’elemento dell’addizionalità (realizzo il progetto solo perché interamente finanziato).
Forse è il caso di immaginare, di concepire nuovi modelli VERs, modelli legati alla vasta platea degli Enti pubblici e dei singoli individui, soggetti tutti essenziali nella lotta al cambiamento climatico e che possono trovare in strumenti quale il Registro VERs Lazio un valido e potente alleato.
I prossimi mesi ci diranno se la scelta della Regione Lazio potrà concretamente contribuire alla diffusione di modelli comportamentali “low carbon”, alla riduzione dell’impronta ecologica sul nostro piccolo pianeta da parte dei singoli individui.