• Articolo , 12 ottobre 2009
  • LCS: sul Climate Change agire ora per effetti a lungo termine

  • Dieci gli Istituti di ricerca che formano il Network for Low Carbon Societies. Per l’Italia partecipano i centri del CMCC , della Fondazione Eni Enrico Mattei e di Enea.

(Rinnovabili.it) – Il meeting annuale dell’International Research Network for Low Carbon Societies (Lcs-RNet), previsto per le date di oggi e domani, 12 e 13 ottobre, ha visto partecipe della discussione Carlo Carraro, direttore del dipartimento Climate Impacts del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc), che, assieme alla collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha ospitato l’evento a Bologna.
La società di ricerca, Lcs-RNet, che si preoccupa di attivare partecipazione e sostegno nelle pratiche per favorire il minor consumo di CO2, ha avuto inizio circa un anno fa con lo scopo di incitare i Governi nello sviluppo di economie e società capaci di costruire modelli produttivi e di consumo, con minor impatto di emissioni: le cosidette “Low Carbon Societies” (LCS).
Per parte italiana, le associazioni integrate nella “rete di ricerca” sono il CMCC, che ha sperimentato prospetti simulatori degli effetti del Global Warming , con particolare preoccupazione alla situazione del Mediterraneo, l’ENEA e la Fondazione Eni Enrico Mattei. Nel corso dell’incontro Carraro ha discusso primariamente di un unico concetto: non esistono atteggiamenti di medio termine per obiettivi più vicini che non valgano anche per quelli di lungo periodo. Quando si parla di cambiamenti climatici e delle relative “previsioni” sulle sue conseguenze e delle “precauzioni” da prendere in merito, in un atteggiamento di salvaguardia per la sicurezza ambientale ed umana, si ha difatti il dovere di osservare da vicino il futuro e applicare da subito le politiche previste.
”Per capire come, per esempio, l’aumento o il calo delle precipitazioni inciderà sull’agricoltura o l’organizzazione produttiva e sociale di una determinata area bisogna osservare e studiare a lungo”- ha accordato con Carraro il direttore del CMCC Antonio Navarra – poichè “l’effetto – dell’aumento delle emissioni dei gas serra in atmosfera – non è così deterministico”, ma anzi solo attraverso una relazione di più ampio raggio si possono notare certi mutamenti:
“Nel breve periodo, da qui al 2020 – ha continuato a dire Carraro – gli effetti di politiche di riduzione di emissione saranno poco visibili, ma se la logica temporale si allunga, di qui al 2050, allora gli effetti di strategie di lungo periodo saranno evidenti”.
Gli studiosi del LCS-RNet , provenienti da 10 paesi della Terra, tra cui spiccano Germania, Stati Uniti, Corea e Giappone, quest’ultimo anche sede ufficiale del Segretariato del Network di Istituti, alla fine del meeting, redigeranno un documento che sarà oggetto di discussione nel prossimo appuntamento del G8.