• Articolo , 30 marzo 2010
  • Le ‘nuvole informatiche’ scateneranno una ‘pioggia’ di emissioni

  • Dalla nube virtuale ad una un po’ troppo reale d’inquinamento. Il rapporto di Greenpeace lancia l’allarme climatico su quello che sta divenendo il cuore di Internet e spinge l’industria dell’IT a sostenere lo sviluppo delle rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Il mondo si informatizza sempre di più e la crescita della rete potrebbe portare a un boom nelle proprie emissioni di gas serra, per un valore al 2020 tre volte superiore rispetto a quello attuale. L’allarme di Greenpeace risuona oggi dalle pagine (virtuali) del rapporto “Make IT Green: Cloud Computing and its Contribution to Climate Change”:http://www.greenpeace.org/raw/content/international/press/reports/make-it-green-cloud-computing.pdf, dedicato al mondo dell’Information Technology e a ciò che può renderlo una voce in attivo o in passivo sul bilancio dei cambiamenti climatici.
I server hanno, infatti, la potenzialità di contribuire al surriscaldamento globale o essere leader nella promozione di una rivoluzione energetica.
La relazione si basa su una precedente ricerca industriale e mostra come gli attuali tassi di crescita dei data center e delle reti di telecomunicazione porterà al consumo di circa 1.963 miliardi di kilowattora elettrici nel 2020; un valore più che triplicato rispetto ad oggi ed equivalente all’odierno consumo di elettricità di Francia, Germania, Canada e Brasile messi insieme.
Ma le critiche sono riservate soprattutto al cloud computing, quell’insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware o software distribuite in remoto e che sta divenendo progressivamente il cuore di Internet. Questa “nube” virtuale può contribuire a fornirne una reale di inquinamento soprattutto se le società IT continueranno a costruire i data center alimentati con l’energia del carbone.
“E’ chiaro – spiega Greenpeace – che quanto più crescerà la domanda di energia per Internet tanto più la fornitura di energia rinnovabile dovrà tenere il passo”. Aziende come Microsoft, Google e IBM sono ora in posizioni di potere a livello locale, nazionale e internazionale ed possiedono la capacità di utilizzare tale influenza per promuovere politiche che permetteranno loro di crescere responsabilmente senza alimentare il cambiamento climatico.
“L’efficienza è un tema caldo nell’IT, ma il suo miglioramento è solo una parte della soluzione, l’industria deve anche assumersi la responsabilità della modalità con cui si procura l’energia. In poche parole: si alimenterà a carbone o con le energie rinnovabili?” Il settore dell’Information Tecnology ha la capacità di aiutarci a combattere i cambiamenti climatici attraverso l’innovazione riducendo le emissioni di gas serra e aumentando l’efficienza energetica. Tecnologie che permettono la realizzazione di reti intelligenti, edifici a zero emissioni e sistemi di trasporto più efficienti sono fondamentali per il taglio dell’inquinamento. Ma, data l’attuale espansione del cloud computing, l’industria ha bisogno per tenere la sua impronta di carbonio sotto controllo. Stiamo invitando i giganti dell’IT a mettere le loro forze appresso alle politiche di governo che diano priorità d’accesso alla rete alle risorse pulite come l’eolico e il solare”.