• Articolo , 9 dicembre 2010
  • Le agroenergie ‘made in Italy’ uniscono Enel e Coldiretti

  • Una joint venture tra l’azienda e l’associazione di categoria per sostenere l’agricoltura italiana dando vita ad un nuovo modello di business nelle fonti rinnovabili

(Rinnovabili.it) -L’Enel scende in campo, quello della Coldiretti, per dare vita ad una nuova serie di progetti ‘green’. Fulvio Conti, a.d. e direttore generale di Enel, e Sergio Marini, presidente Coldiretti, hanno firmato lo scorso 7 dicembre un protocollo di intesa finalizzato alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, in particolare da biogas e biomasse solide di origine agricola. E’ un accordo importante questo, perché sarà in grado di valorizzare modelli di produzione sostenibili, grazie ad accordi di filiera ad hoc, e allo stesso tempo potrà promuovere tecnologie innovative e assicurare importanti ricadute sui sistemi economici locali, anche attraverso specifici progetti di ricerca.
Nell’intesa siglata è compresa la creazione di una nuova joint venture, partecipata al 51% da Enel Green Power e al 49% da Consorzi Agrari d’Italia (CAI), come soggetto indicato da Coldiretti. L’accordo sarà dedicato prevalentemente alla promozione di progetti di generazione di energia elettrica da biomassa, in tutta la filiera nazionale, e che in un secondo momento potrà sviluppare anche progetti fotovoltaici su tetti e terreni dei Consorzi Agrari. Quest’unione si basa su due condizioni: la presenza equilibrata di impianti su diversi territori e la certezza di un buon utilizzo delle biomasse, soprattutto quelle derivate dai sottoprodotti di lavorazione agricola.
Molteplici i benefici, a partire dalla diversificazione, sia delle fonti energetiche che delle coltivazioni, sviluppando così una filiera corta che valorizzerà il territorio locale, costruendo nel contempo un indotto energetico a livello nazionale.
“Sviluppare la filiera corta, ossia le biomasse locali, – ha spiegato Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore generale di EGP – significa valorizzare il territorio che ospita l’impianto, sostenendo la necessaria differenziazione delle coltivazioni dedicate verso quelle energeticamente più utili, e contribuire, quindi, allo sviluppo dell’indotto. Con CAI, avremo l’opportunità di sviluppare adeguatamente questa fonte rinnovabile, in grado di costituire un terreno di incontro tra mondo agricolo e mondo energetico”.