• Articolo , 14 ottobre 2008
  • Le associazioni ambientaliste alla vigilia del vertice UE

  • Domani vertice UE dei capi di stato e di governo europei, in cui tratterà anche il futuro del pacchetto ambiente difeso dal presidente Barroso

Domani gran vertice dei capi di governo e di stato della Comunità Europea. Il problema della crisi economica mondiale è così ingombrante che rischia di occupare tutto il tavolo. Ma nel programma (almeno sulla carta) ci sono anche altri temi, tra cui uno, non meno caldo del problema finanziario. Si tratta della normativa sulla lotta all’effetto serra e al cambiamento climatico che è stato recentemente votato dalla commissione Ambiente dalla UE e voluto e difeso dal presidente del consiglio europeo Barroso. Alla vigilia di questa importante riunione, andiamo a vedere qual è la posizione e le iniziative dei più importanti gruppi ambientalisti.

WWF – *Appello per riaffermare l’impegno UE*
“La crisi finanziaria non deve sviare l’attenzione dell’Unione europea dalla lotta al riscaldamento climatico”. E’ questo l’appello che il Wwf lancia alla presidenza francese e ai capi di governo e di stato della Ue alla vigilia del Consiglio europeo di domani e di giovedì, perché non sia rimandato il varo di un pacchetto di misure concrete in materia di cambiamenti climatici. “La Francia sta utilizzando la crisi finanziaria per indebolire il pacchetto di misure sui cambiamenti climatici varato dalla Commissione e votato dal Parlamento la scorsa settimana – denuncia Delia Villagrasa, rappresentante del Wwf – L’UE deve riaffermare con forza l’impegno di tagliare le emissioni di gas ad effetto serra del 30% entro il 2020 senza scappatoie”, aggiunge.
Sotto accusa, per il Wwf, l’Italia “che vorrebbe garantire alle industrie europee dei permessi gratuiti a inquinare per non ostacolarne la competitività”.

LEGAMBIENTE – *Lavorare per l’accordo Ue 20-20-20* Senza rispettare questo accordo, l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che, grazie ad una strategia energetica innovativa, usciranno nei prossimi anni dall’era nucleare. Perché solo con una seria politica nazionale e locale, che promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, l’Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020 dell’accordo comunitario 20-20-20.

GREENPEACE – *No alla licenza di inquinare* L’associazione ha scritto al Presidente Berlusconi chiedendogli di appoggiare il pacchetto UE su energia e clima. Inoltre ogni sede nazionale di Greenpeace in Europa ha mandato la lettera ai rispettivi premier guardando all’incontro del 15 e 16 ottobre a Bruxelles, che sarà dedicato alla crisi finanziaria ma anche alle norme su clima ed energia.
“Siamo preoccupati, scrivono gli ambientalisti, per il fatto che alcuni governi, tra cui quello italiano, propongano di dare più permessi di emissione di CO2 gratis ad alcuni settori industriali. Questo sarebbe un vantaggio nel breve termine per pochi settori ma uno svantaggio per il sistema economico nel suo complesso perché aumenterebbe i costi della riduzione delle emissioni in altri settori – e conclude l’associazione – in attesa dell’adozione finale della direttiva sulle fonti rinnovabili, Le chiediamo di sostenere l’obiettivo dell’UE di un taglio del 20 per cento delle emissioni al 2020 rispetto al 1990, legalmente vincolante, che servirà a innescare i risparmi energetici e benefici ambientali ed economici in tutta Europa”.