• Articolo , 20 ottobre 2010
  • Le azioni dei comuni per combattere gli inquinamenti atmosferici

  • Martedì 19 ottobre, presso la sala consiliare della Provincia di Lecco, si è svolto un incontro informativo sulla qualità dell’aria organizzato da Arpa Lombardia Dipartimento di Lecco, dall’Asl di Lecco e dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Lecco per fornire agli amministratori comunali utili indicazioni sulle azioni da intraprendere per ridurre i principali inquinanti atmosferici. L’iniziativa […]

Martedì 19 ottobre, presso la sala consiliare della Provincia di Lecco, si è svolto un incontro informativo sulla qualità dell’aria organizzato da Arpa Lombardia Dipartimento di Lecco, dall’Asl di Lecco e dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Lecco per fornire agli amministratori comunali utili indicazioni sulle azioni da intraprendere per ridurre i principali inquinanti atmosferici.

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito delle attività informative e di coordinamento degli enti locali per gli interventi in materia di rischi ambientali (in estate fu organizzato un incontro sui rischi dell’ozono).

I tecnici dell’Arpa Lombardia hanno presentato i dati relativi all’inquinamento atmosferico a livello regionale e provinciale; la Provincia ha riportato la situazione dei controlli sugli impianti termici; il direttore del Dipartimento di prevenzione medica dell’Asl di Lecco ha presentato i possibili effetti dei principali inquinanti atmosferici sulla salute dell’uomo.

In particolare, è emerso quanto segue:
– gli inquinanti atmosferici maggiormente problematici durante la stagione invernale sono il PM10 e l’NO2 ;
– le principali fonti emissive per il PM10 sono il riscaldamento domestico e il trasporto su strada;
– la legna e similari, nonostante abbiano una bassa percentuale di calore prodotto, producono il 97% di emissioni di PM10;
– le piccole combustioni sono una sorgente significativa di particolato primario: le emissioni di PM e altre sostanze tossiche sono direttamente correlate alle tecnologie di combustione e sono più elevate per stufe e camini obsoleti;
– i sistemi di combustione tradizionali (caminetto aperto, stufa tradizionale) sono diffusi sull’intero territorio nazionale, anche se il trend nelle vendite degli apparecchi innovativi è crescente, soprattutto in Lombardia; tali strumenti innovativi possono diminuire le emissioni se gli apparecchi più vecchi vengono sostituiti;
– per le emissioni prodotte dal trasporto su strada, i veicoli diesel risultano quelli maggiormente inquinanti rispetto ai veicoli a benzina; anche i veicoli agricoli e i mezzi da cantiere emettono elevati quantitativi di polveri (rispettivamente 1.674 t/anno e 1.042 t/anno di PM10);
– è importante svolgere campagne di informazione alla popolazione, relative in particolare: alle tipologie di impianto, alla loro corretta installazione e manutenzione, ai tipi di legna utilizzata e al controllo della combustione, e infine sui possibili effetti sulla salute.

Le azioni da intraprendere per ridurre i principali inquinanti atmosferici vengono così sintetizzate:
* Limitare la circolazione degli autoveicoli euro 0;
* Vigilare sull’applicazione delle limitazioni del traffico;
* Vigilare sul rispetto del divieto dei fuochi all’aperto;
* Svolgere campagne di informazione sull’uso della legna negli apparecchi per riscaldamento domestico;
* Pulizia strade dopo le nevicate (con T>3°C);
* Rendere più scorrevole il traffico cittadino;
* Incentivare il trasporto pubblico (facilitazioni economiche per tipologie di utenti, per fasce orarie);
* Incentivare piedibus, carpool e car sharing.

“Dal quadro ambientale illustrato – ha sottolineato l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli – emerge come bisogna insistere sulle politiche di riduzione degli inquinanti da impianti termici, da camini e da fuochi all’aperto; oltre a ripetute campagne informative per le quali la Provincia si sta attivando, occorre che anche i Comuni facciano la loro parte intensificando l’attività di vigilanza e di repressione sulle violazioni, come le temperature eccessive nelle abitazioni, l’accensione di camini aperti vietata dal 15 ottobre sotto i 300m slm o di fuochi all’aperto”.