• Articolo , 14 dicembre 2009
  • Le buste di plastica si trasformano in nanomateriali per ecobatterie

  • Il tesoro che viene dalla spazzatura. Nei laboratori dell’Illinos prende vita un interessante ‘puzzle’ del riciclo dei rifiuti

(Rinnovabili.it) – Per l’Europa il momento di dire definitivamente addio alle buste di plastica ‘usa e getta’ si fa sempre più vicino, ma intanto c’è già che pensa ad un uso alternativo degli incriminati sacchetti, provando a convertirli in nanotubi di carbonio da impiegare nello stoccaggio energetico.
E’ quanto sta avvenendo nei laboratori di chimica dell’Argonne National Laboratory nell’Illinois.
Il processo di conversione di un prodotto di scarto in qualcosa di più prezioso è meglio noto come _upcycling_ (traducibile più o meno come riutilizzo) che a differenza del recycling, ovvero il semplice riciclaggio, implica una degradazione del materiale di partenza per trasformarlo in qualcos’altro ma senza intervenire sulla sua composizione ed impiegando meno energia.
Nel caso specifico gli scienziati hanno processato polimeri di polietilene a bassa densità ad una temperatura di 700 °C per 2 ore, in presenza di un catalizzatore in acetato di cobalto, ottenendo nanotubi in carbonio a parete multipla, cresciuti sulla superficie delle stesse particelle di catalizzatore.
In tal modo le singole particelle di cobalto rimangono intrappolate all’interno di foreste di nano tubi rendendo il tutto adatto ad un eventuale impiego nelle batterie agli ioni di litio o litio-aria: le ‘impurità’, infatti, fungono da catalizzatori per le reazioni chimiche nella pila. Le prime critiche ad un sistema che deve, però, essere ancora sviluppato già esistono: l’uso di cobalto – relativamente costoso – come catalizzatore non recuperabile dal processo potrebbe essere problematico se il sistema debba essere riprodotto in scala. Agli scienziati la prossima mossa.