• Articolo , 5 marzo 2009
  • Le eco-tecnologie che piacciono alla Norvegia

  • Il Research Council norvegese ha annunciato la selezione di otto centri per la ricerca energetica a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di renderli leader nei loro settori a livello internazionale

Oslo continua la sua scalata alla sostenibilità e, nell’intento di dare nuovo impulso al settore scientifico nazionale, attraverso il Consiglio norvegese per la Ricerca ha selezionato otto Centres for Environment-friendly Energy Research (CEER, centri per la ricerca energetica a basso impatto ambientale) con lo scopo di migliorare e sviluppare eco-tecnologie d’avanguardia. Ogni CEER riceverà annualmente fino a 20 milioni di corone, pari a circa 2,30 milioni di euro, per un periodo complessivo di cinque anni e con la possibilità di ricevere una proroga del finanziamento fino a otto anni. In questo lasso di tempo gli otto centri lavoreranno su una serie di tematiche che vanno dallo stoccaggio e gestione della CO2, all’efficienza energetica e il riscaldamento “carbon neutral”, passando per l’energia solare ed eolica, con l’obiettivo di rafforzare le proprie competenze e renderle eccellenze nazionali. Per Arvid Hallen, Direttore Generale del Consiglio “questo grande impegno scientifico porterà la Norvegia ad allinearsi con una vasta tendenza internazionale che vede ora Stati Uniti e Unione europea spingere nel campo delle tecnologie a basso impatto ambientale”. “Attraverso le proprie attività di ricerca in materia di energia, la Norvegia può dare un contributo sostanziale alla politica climatica internazionale, garantendo al tempo stesso il nostro sviluppo industriale e la sicurezza energetica”. Come a dire “tre” piccioni con una fava.