• Articolo , 24 gennaio 2009
  • Le fonti rinnovabili forniscono al Veneto il 14% dell’energia elettrica

  • Di efficienza e risparmio energetico, di fonti rinnovabili e di cogenerazione, si sta discutendo all’istituto Cavanis di Possagno in occasione di un convegno cui ha partecipato anche l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor

Negli ultimi anni, i problemi ambientali, economici e di sicurezza dell’approvvigionamento energetico legati alla continua crescita della domanda di energia, nonché all’aumento del costo del petrolio, hanno fatto registrare anche nella nostra regione un rinnovato interesse per le politiche di gestione e controllo della domanda: si tratta di progettualità capaci di produrre risultati apprezzabili, in termini di diminuzione dei consumi, di riduzione dei tempi, di contenimento dei costi.
Di efficienza e risparmio energetico, di fonti rinnovabili e di cogenerazione, si sta discutendo oggi pomeriggio all’istituto Cavanis di Possagno in occasione di un convegno cui ha partecipato anche l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor. «Una strategia – ha detto l’assessore – e un piano di azione comunitari sulle fonti rinnovabili sono stati elaborati fin dal 1997 nel libro bianco che proponeva l’obiettivo di raddoppiare la quota dell’energia da fonti rinnovabili nel consumo interno lordo dell’Unione europea al fine di passare dalla quota del 6% del 1997 al 12 % nel 2010. Limitatamente alla sola produzione di energia elettrica, il Parlamento europeo pone l’obiettivo di produrre il 22% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2010. Per ciascuno stato membro è stabilito un limite indicativo nazionale che per l’Italia è fissato al 25% sebbene il nostro Paese abbia già detto che il 22% potrebbe essere un valore più realistico.»
Nella Regione del Veneto le fonti rinnovabili forniscono all’incirca il 14% dell’energia elettrica, prodotta essenzialmente con impianti idroelettrici di grandi dimensioni dotati di bacini di ritenuta delle acque. Poiché, quindi, il potenziale idroelettrico della regione è già stato ampiamente utilizzato nel passato, non sono prevedibili ulteriori rilevanti contributi. Quindi l’incremento della fonte idroelettrica deriverà dalla riattivazione o cos-truzione di piccoli impianti idroelettrici ad acqua fluente. Per l’assessore un ulteriore contributo alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili potrà provenire dalla diffusione degli impianti fotovoltaici a condizione che i costi possano diminuire in misura considerevole. Un contributo modesto, ma non irrilevante sarà poi apportato dagli impianti eolici. L’indicazione europea generale è comunque di aumentare l’efficienza con cui consumiamo l’energia del 20% entro il 2020.
«Oggi – ha spiegato l’assessore – quando vengono quantificati i benefici economici derivanti dall’adozione di misure per l’efficienza energetica, sono considerati solo i vantaggi di riduzione della bolletta energetica. Ma un ulteriore importante risultato è il fatto che, quando una tecnologia si espande passando da una nicchia ad una diffusione di massa e viene prodotta e distribuita su scala più vasta, i suoi costi si riducono grazie a economie di scala di produzione e alla distribuzione più rapida e al miglioramento tecnologico. La riduzione dei prezzi delle tecnologie resta inoltre un beneficio per tutti gli utenti ed ha effetti diretti sull’aumento della efficienza economica del sistema paese.»
Per dare pronta attuazione alle indicazioni dell’Unione Europea la nostra regione, consapevole che le risorse ordinarie di bilancio non avrebbero consentito di attuare interventi su larga scala, ha ritenuto opportuno destinare alle azioni in materia di energia una parte sostanziosa del programma europeo per lo sviluppo con 67 milioni di euro di incentivi pubblici suddivisi in tre linee di intervento. Il settore produttivo ha già fatto progressi nel campo dell’efficienza energetica, ma è opportuno incentivare l’azione volta a perfezionare le tecniche produttive e a migliorare i rendimenti energetici degli impianti, adottando accorgimenti che consentano di sfruttare il potenziale energetico utilizzando, per quanto possibile, le fonti rinnovabili e sistemi di generazione non tradizionali a bassissimo impatto ambientale. La missione regionale riguarderà le piccole e medie imprese, anche turistiche, in particolare quelle localizzate in ambiti di pregio ambientale. Per altro, il fondo di rotazione regionale finanzia a tassi agevolati: la produzione combinata di energia elettrica e termica da fonti fossili; gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture produttive esistenti; la produzione di energia da fonti rinnovabili; la produzione di energia elettrica mediante celle a combustione.
«Occorre operare – ha concluso l’assessore – in stretta sinergia affinché le risorse messe a disposizione possano essere utilizzate al meglio. Un quadro coerente di politiche e misure orientato ad abbattere le barriere per la diffusione delle tecnologie più efficienti già disponibili sul mercato avrebbe una grande rilevanza proprio in un Paese come il nostro che ha grande bisogno di diffondere innovazione nelle tecnologie utilizzate e nella gestione dell’energia, di stimolare cultura tecnica e di fare sinergia con l’economia, di dare una spinta a ricerca e sviluppo per l’industria manifatturiera. Il superamento delle diverse barriere che ostacolano la diffusione delle tecnologie più efficienti richiede non solo qualche generoso incentivo, ma un quadro coerente di politiche, misure e strategie, interventi mirati. Mettere a sistema l’obiettivo dell’efficienza energetica, oltre che un imperativo ambientale, rappresenta perciò una prospettiva economica per l’Italia e per il Veneto.»