• Articolo , 2 luglio 2010
  • Le luci spente fanno bene al Pianeta più di quanto si pensasse

  • Le emissioni di anidride carbonica calcolate per kWh consumato sarebbero maggiori rispetto a quanto dichiarato dal governo britannico. La differenza del 60% con i valori reali calcolati dal Dott. Hawkes, più alti, hanno spinto a confermare che ogni piccolo gesto volto al risparmio energetico può fare una grande differenza

(Rinnovabili.it) – Uno studio recentemente pubblicato rivela che scollegando luci ed apparecchi elettrici quando non li stiamo utilizzando, insieme alla scelta di modelli sempre più efficienti, ha un impatto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nettamente superiore a quanto dichiarato fino ad oggi. Questo perchè gli approcci esistenti per valutare la CO2 connessa ai sistemi energetici potrebbero essere imprecisi.
Adam Hawkes del _Grantham Institute for Climate Change_ dell’Imperial College di Londra ha annunciato che i valori di emissione decretati dal Governo britannico potrebbero risultare fino al 60% più bassi rispetto ai valori reali.
Il problema potrebbe essere il modo in cui questi valori sono stati calcolati: attualmente il Governo per conoscere il tasso di emissioni calcola una media tra tutte le fonti di generazione assegnando uno 0,43 kg di CO2 per kWh di energia elettrica consumata; in altre parole, secondo lo studio, una valutazione indiscriminata dei valori dell’energia che sia esse generata sfruttando il vento o prodotta dall’atomo. L’errore starebbe proprio in questa considerazione visto che le fonti appena citate non sono in grado di supplire alle fluttuazioni della domanda di elettricità in tempo reale, come invece possono fare le centrali elettriche alimentate con carburanti fossili. In questo modo spesso la maggior parte dell’energia consumata è quella prodotta con alti tassi di emissioni, andando così ad influire in maniera nettamente superiore sulle percentuali di produzione e quindi di emissioni generate.
Sulla base di questi dati Hawkes ha calcolato che il tasso effettivo da attribuire al periodo tra il 2002 e il 2009 è stato di 0,69 kg di CO2 per chilowattora rispetto agli 0,43 dichiarati. “Questo significa che qualsiasi riduzione che facciamo nel nostro uso di energia elettrica – per esempio, se tutti spegnessero le luci che effettivamente non servono, o spegnessero il riscaldamento elettrico con maggiore anticipo – potrebbe avere un impatto maggiore sulla quantità di anidride carbonica emessa dalle centrali rispetto a quanto si pensava finora”, ha spiegato Hawkes, sottolineando l’importanza della diffusione delle giuste informazioni affinché anche la popolazione possa contribuire in maniera attiva e consapevole alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla lotta al cambiamento climatico.