• Articolo , 19 ottobre 2009
  • Le Maldive, da sott’acqua, puntano tutto su Copenhagen

  • Riunendo il consiglio dei ministri sotto cinque metri di acqua il presidente Nasheed ha voluto chiarire quale sarà la situazione dell’arcipelago se a dicembre non si dovessero prendere misure efficaci

(Rinnovabili.it) – Si è concluso il primo consiglio dei ministri subacqueo della storia. Organizzato dal presidente delle Maldive Muhammed Nasheed per comunicare al mondo quale sarà la situazione dell’arcipelago se non si dovessero prendere delle adeguate misure contro il climate change, l’incontro punta a sensibilizzare i ‘grandi’ governi palesando la situazione che si potrebbe manifestare tra qualche anno.
L’innalzamento del livello degli oceani di un metro e mezzo potrebbe rendere inospitali la maggior parte delle milleduecento isole amministrate da Nasheed e l’aumento delle temperature causerebbe la distruzione della barriera corallina, protezione per le coste e per la popolazione «vogliamo dimostrare al mondo che difendere le risorse marine e la barriera corallina significa proteggere l’uomo, gli alberi e la terra», ha dichiarato il premier.
All’incontro sommerso hanno preso parte undici dei quattordici ministri, in muta da sub e dotati di lavagnette per comunicare tra di loro, decisi a ribadire l’importanza che le decisioni prese a Copenhagen avranno per la sopravvivenza dell’arcipelago “Stiamo cercando di inviare il nostro messaggio, fare in modo che il mondo sappia ciò che sta avvenendo, e ciò che avverrà alle Maldive se i cambiamenti climatici non vengono controllati” – ha dichiarato Nasheed – “Se le Maldive non potranno essere salvate oggi, non crediamo che vi siano molte possibilità per il resto del mondo”.
Il presidente non è nuovo ad iniziative volte alla salvaguardia dell’ambiente e del clima. Nel 2008, appena salito al potere, si impegnò per istituire un fondo volto all’acquisto di terre disabitate in Australia, destinate alla sua popolazione che, minacciata dall’innalzamento dei livelli oceanici, un domani potrebbe aver bisogno di una nuova patria.
Nel settembre scorso Nasheed decise inoltre di istituire una tassa verde: i turisti pagando la quota di tre dollari al giorno collaborano a creare un fondo per il finanziamento del progetto che punta a trasformare le Maldive un arcipelago ad impatto zero, produttore di energia 100% rinnovabile ottenuta sfruttando sole, vento e gusci di noci di cocco come biomasse.
Inoltre l’arcipelago situato nell’Oceano Indiano prenderà parte, il prossimo 24 ottobre, all’iniziativa “350”: il numero rappresenta il limite delle particelle per milione che, presenti nell’atmosfera, non danneggiano la salute e che è ormai stato abbondantemente superato toccando quota 387. In favore della campagna che ha come obiettivo limitare le emissioni nocive le Maldive parteciperanno con due curiose iniziative: 350 persone si inginocchieranno in acqua per 350 secondi mentre in un’altra isola 350 sub si immergeranno per 350 minuti, pronti a ribadire la necessità di limitare le emissioni di gas serra.