• Articolo , 20 febbraio 2009
  • Le otto eco-areee produttive modenesi

  • Sono otto le aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) che Modena candida a ottenere i finanziamenti previsti dal Programma operativo regionale che per l’Emilia Romagna prevede complessivamente risorse per oltre 40 milioni di euro. La graduatoria, stilata nelle scorse settimane dalla Provincia, è guidata dall’area del Pip Gazzate di Nonantola, che metterà a disposizione delle imprese […]

Sono otto le aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) che Modena candida a ottenere i finanziamenti previsti dal Programma operativo regionale che per l’Emilia Romagna prevede complessivamente risorse per oltre 40 milioni di euro. La graduatoria, stilata nelle scorse settimane dalla Provincia, è guidata dall’area del Pip Gazzate di Nonantola, che metterà a disposizione delle imprese 170 mila metri quadrati di nuova superficie per una ventina di lotti di varie dimensioni, e dalla riqualificazione del Pip di Bomporto con un milione di metri quadri interessati dall’intervento
I progetti per queste aree sono caratterizzati, come prevede l’accordo sulle Apea sottoscritto con la Regione, da elementi innovativi dal punto di vista della sostenibilità ambientale con particolare attenzione agli aspetti del risparmio energetico, della logistica e della tutela delle risorse ambientali.
La graduatoria provinciale è stata presentata nel corso di un seminario promosso in collaborazione con il Consorzio attività produttive (Cap) e dedicato, appunto, alla “Sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale per le nuove aree produttive”. Oltre a quelle di Nonantola e Bomporto, i cui progetti sono stati sviluppati proprio dal Cap, sono previste due aree a Modena e poi altre aree a Mirandola, a San Felice, a Castelfranco e a Pavullo. Le ultime due sono inserite come opzioni di riserva.
«Il percorso sviluppato negli ultimi due anni – spiega l’assessore provinciale agli Interventi economici Palma Costi – è stato condiviso con Comuni e associazioni di categoria e ha permesso di individuare ben 19 aree di insediamenti produttivi che, per caratteristiche strutturali e urbanistiche, saranno attuate in Apea. L’ordine della graduatoria rispecchia il grado di innovatività degli interventi finanziabili, ma anche la loro canteriabilità. Insomma, siamo pronti per partire e questo tipo di interventi – aggiunge l’assessore Costi – può rappresentare una risposta efficace alla crisi nella prospettiva dello sviluppo e della competitività sulla base di innovazione e sostenibilità ambientale. Non a caso, i principi guida del Piano territoriale di coordinamento provinciale adottato nei mesi scorsi».
Risparmio energetico e tutela ambientale
Risparmio energetico, logistica e tutela delle risorse ambientali. Sono le caratteristiche principali delle aree produttive ecologicamente attrezzate dove, come nel caso di Gazzate di Nonantola, progettata dal Consorzio aree produttive (Cap) con il supporto dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile di Modena, «il rispetto ambientale si sposerà con il risparmio energetico, il risparmio per la logistica e la produttività», come annuncia il presidente del Cap Andrea Casagrande, che prosegue: «I progetti presentati rientrano in pieno nella cosiddetta “green economy”, un’economia verde con investimenti di rilievo che avranno sicuramente una ricaduta positiva sull’economia locale. Le aziende modenesi hanno già dimostrato di essere capaci di costruire innovando e queste competenze potranno essere utilizzate anche nella realizzazione delle nuove aree Apea».
A Gazzate, così come con soluzioni tecniche a volte diverse nelle altre aree, l’energia necessaria ai nuovi insediamenti produttivi sarà fornita da un impianto di teleriscaldamento alimentato a cogenerazione; gli edifici dovranno inoltre prevedere la produzione di almeno 5 kilowatt di energia da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Saranno anche utilizzati particolari accorgimenti edilizi che ridurranno l’uso del calore o la sua dispersione: si è considerata l’inclinazione dei raggi solari nei vari periodi dell’anno e quindi la posizione delle ombre, i fabbricati saranno isolati termicamente e gli impianti di riscaldamento potranno essere a pavimento per migliorare la resa; le coperture degli edifici saranno in parte rivestite a verde in modo da migliorare l’isolamento termico e acustico degli ambienti sottostanti.
Il risparmio energetico si aggiungerà alla riduzione dei costi relativi alla logistica e alla mobilità sostenibile, mentre l’area produttiva sarà realizzata con particolare attenzione al tema dell’invarianza idraulica e al riutilizzo delle acque di pioggia e consentirà di superare l’attuale depuratore delle Gazzate ormai inadeguato a garantire standard di qualità ambientali elevati delle acque depurate. Le acque nere del nuovo comparto produttivo e di tutta l’attuale area delle Gazzate verranno infatti convogliate al depuratore del capoluogo che è già stato adeguato e migliorato proprio in questa ottica. L’area sarà inoltre completamente cablata con fibre ottiche e sarà prestata particolare cura al tema della sicurezza con l’installazione di un impianto di video sorveglianza.
Investimento di 100 milioni
Ammonta a circa cento milioni di euro l’investimento complessivo previsto per gli interventi su oltre sei milioni di metri quadrati di superficie nelle otto aree produttive ecologicamente attrezzate che Modena ha candidato al finanziamento regionale. Nell’area Pip Gazzate di Nonantola gli interventi interesseranno 856 mila metri quadrati, mentre nell’area industriale artigianale di Bomporto si svilupperanno su oltre un milione di metri quadrati. I due interventi di Modena, nell’area Pip 10 di Ponte Alto sud e nell’area Pip 9 Rio Bergamozzo, copriranno rispettivamente 711 mila e 727 mila metri quadrati. A Mirandola, nell’ambito produttivo a nord del capoluogo, l’area interessata dagli interventi si estende per oltre un milione e mezzo di metri quadrati, mentre a San Felice il polo industriale sovracomunale ne copre un milione 142 mila. Nell’area produttiva Cartiera di Castelfranco saranno 357 mila i metri quadrati soggetti a intervento e nell’area di Madonna dei Baldaccini a Pavullo saranno 75 mila.