• Articolo , 9 febbraio 2009
  • Le potenzialità della filiera legno/energia

  • Uno studio della Facoltà di Agraria di Torino ha messo a fuoco opportunità economiche ed ambientali per le nostre aziende agricole

Le possibilità offerte dall’utilizzo del legno cippato, nelle centrali termiche di piccole e medie dimensioni, costituiscono un’interessante occasione per dar vita ad una diversificazione produttiva dell’azienda agricola e ad un risparmio significativo per chi necessita di energia termica, ad esempio, per il riscaldamento di fabbricati. Da queste considerazioni è nata l’esigenza di studiare gli aspetti tecnici ed economici più importanti della filiera legno/energia, concepita nell’ottica dell’azienda agricola, che desidera diversificare i settori di attività nei quali è già impegnata. L’idea di produrre energia termica e poterla vendere all’utente finale è certamente stimolante, anche se non priva di difficoltà. Si è pertanto costituito, attraverso il lavoro di tre dottorati di ricerca svolti presso il D.E.I.A.F.A – (Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale), della Facoltà di Agraria, Università degli studi di Torino, un osservatorio dell’intera filiera coinvolta in questa trasformazione del legno cippato in energia termica. L’opportunità, piuttosto originale, è stata offerta da un Ente privato, che, disponendo di una serie di terreni e di un notevole numero di fabbricati, ha scelto di partire dai campi e dai boschi per riscaldare i fabbricati di proprietà, realizzando così una piccola filiera.
Il progetto ha esaminato gli aspetti peculiari della filiera, partendo dai problemi relativi all’approvvigionamento della materia prima, per arrivare a quelli relativi alla progettazione delle centrali di termiche. L’obiettivo principale è stato di valorizzare il prodotto derivante dall’agricoltura ed assicurare, nel contempo, al fruitore del calore, lo stesso livello di sicurezza e di confort, che ottiene utilizzando i combustibili fossili.

*_Fonti di approvvigionamento_*
Partendo dal presupposto che frequentemente le aziende agricole hanno a disposizione sia terreni marginali che terreni fertili, pioppeti e anche boschi, sono stati presi in esame i seguenti casi:

# I risultati ottenuti da una coltivazione in campo sperimentale e da una in pieno campo, realizzate in aree di terreni decisamente marginali;

# I risultati ottenuti da coltivazioni di biomassa realizzate invece in terreni decisamente fertili, dove la coltivazione della biomassa legnosa può essere comparata alle classiche colture cerealicole della pianura padana;

# I risultati derivanti dall’approvvigionamento ottenuto tramite la cippatura dei cimali del pioppo, coltivato secondo il modello di coltivazione tradizionale;

# L’utilizzo delle ramaglie derivanti dai boschi cedui periodicamente abbattuti.

Si è quindi provveduto a monitorare il costo di produzione della materia prima ed un conto colturale nelle diverse situazioni, al fine di poter mettere a disposizione dei dati che consentano di orientare scelte produttive.

*_La qualità del cippato_*
Passando poi in rassegna le caratteristiche qualitative del cippato di legna da utilizzare negli impianti asserviti a fabbricati civili, e si è osservato che, per questo utilizzo del cippato, occorre che sia assicurata una notevole uniformità della pezzatura, unitamente ad un basso grado di umidità del prodotto.
Infatti il mancato rispetto di queste due condizioni provoca una serie di inconvenienti, che rendono assai problematico il funzionamento delle caldaie di piccola taglia. A questo proposito si è provveduto alla progettazione e sperimentazione di un apposito vagliatore, che aumenta il livello di efficienza e affidabilità della trasformazione in calore dei chips di legno. Ben diversa è la problematica relativa alla produzione del cippato utilizzato in grandi centrali, realizzate per il teleriscaldamento di un intero paese o per la cogenerazione termica ed elettrica. Queste centrali sono in grado di “digerire” con più facilità prodotti non perfetti sotto il profilo della qualità.
Si è inoltre condotto una sperimentazione relativa a diverse modalità di stoccaggio del legno cippato. Posizionando infatti, il cippato in cumuli, anche direttamente su terra, nelle capezzagne degli appezzamenti, si consente la preparazione del combustibile per la stagione invernale, anche con molto anticipo, ottenendo un prodotto con bassa umidità e a spese molto ridotte.

*_La progettazione degli impianti_*
Partire dai campi e dai boschi per arrivare a vendere calore è, di fatto, un processo di trasformazione che richiede impianti efficienti e rispettosi delle normative vigenti.
Anche per questo segmento della filiera, si è potuto monitorare diversi casi concreti. Le difficoltà che emergono su questo punto sono notevoli. Infatti quando si tratta di progettare la sostituzione di una centrale termica a metano o a gasolio già esistente, con una a legno cippato, i problemi logistici (maggiori spazi necessari per il deposito combustibile, maggiori dimensioni delle caldaie, ecc. ) sono veramente impegnativi. Il monitoraggio dei casi concreti seguiti ci ha consentito di valutare i costi di realizzazione degli impianti ed i costi di gestione. La prima di queste centrali termiche è in funzione da cinque anni e ovviamente sono disponibili i bilanci di gestione.

Insomma oggi risulta, per chi desidera affrontare una nuova sfida in agricoltura, assolutamente realistica la possibilità di trasformare un materiale povero come il legno cippato in energia termica utilizzabile in loco.