• Articolo , 16 dicembre 2009
  • Le prigioni di Nuova Delhi si tingono di verde

  • Da un impianto solare termico al riciclo dei rifiuti per la produzione del biogas. Così il più grande carcere del Sud Asia inizia la sua ‘green revolution’

(Rinnovabili.it) – Il più grande penitenziario del Sud Asia, la Tihar Central Jail di Nuova Delhi, spera di acquisire il primato mondiale per sensibilità ambientale e gestione ecofriendly. Dall’impiego delle fonti rinnovabili al riciclaggio dei rifiuti prodotti, fino al taglio dei consumi energetici, il carcere indiano con i suoi 160 ettari sovrafollati (quasi il doppio della capacità autorizzata) ha iniziato la sua piccola rivoluzione verde.
Ma per il direttore del carcere, B.K. Gupta, le misure adottate non serviranno solo a guadagnarsi il titolo di “galera ecologica”, ma anche a migliorare le condizioni di vita dei 11.500 detenuti attualmente rinchiusi nell’istituto. “Vogliamo raggiungere gli standard internazionali e superarli”, ha dichiarato il direttore.
Ed ecco perché sono stati istallati sistemi di raccolta di acqua piovana, mentre stanno finendo i lavori relativi alla realizzazione di due impianti di depurazione per riciclare l’acqua nell’orticoltura e nei servizi igienico-sanitari. Quattro mini centrali nella zona cucine produrranno, a partire dai rifiuti organici, biogas impiegato per soddisfare le necessità energetiche dell’edificio insieme a dei gassificatori a biomassa alimentati con la segatura proveniente dalla potatura degli alberi nella zona e dagli scarti della bottega interna, dove 350 detenuti realizzano mobili in legno per la vendita. Sul tetto sono stati istallati pannelli solari per riscaldare l’acqua per uso sanitario e nelle celle e gli uffici amministrativi verranno sostituite le lampadine tradizionali con quelle a basso consumo di energia. Ultima iniziativa intrapresa dal direttore quella di togliere da novembre a marzo la luce alle celle negli orari mattutini, in cui i detenuti sono impegnati nello yoga o nella meditazione, per risparmiare energia da impiegare in estate – quando la temperatura sale al di sopra dei 50° C – per tenere in funzione i ventilatori.