• Articolo , 20 settembre 2011
  • Le reti di monitoraggio dell’aria indagano le nanoparticelle

  • La Regione del Veneto ha individuato alcuni progetti rispondenti a strategie di intervento previste dalle politiche di settore o dalla verifica delle esperienze di partenariato e di pubblicizzazione del Programma Operativo (POR) – Obiettivo Competitività regionale e occupazione parte FESR (2007-2013). In particolare la regia regionale è stata prevista anche nell’ambito dell’azione 3.1.2 “Salvaguardia Ambientale, […]

La Regione del Veneto ha individuato alcuni progetti rispondenti a strategie di intervento previste dalle politiche di settore o dalla verifica delle esperienze di partenariato e di pubblicizzazione del Programma Operativo (POR) – Obiettivo Competitività regionale e occupazione parte FESR (2007-2013). In particolare la regia regionale è stata prevista anche nell’ambito dell’azione 3.1.2 “Salvaguardia Ambientale, difesa del suolo, controllo delle emergenze e del rischio tecnologico”.

Fra l’elenco degli interventi approvati dalla Regione e attualmente in corso vi è il Progetto pilota di ricerca industriale RE.S.M.I.A. – Reti e Stazioni di Monitoraggio Innovative per l’Ambiente, proposto da ARPAV in partenariato con il CIVEN – Centro Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie. Il progetto mira a potenziare e integrare la rete di monitoraggio ambientale dell’Agenzia per l’Ambiente attuando una campagna sperimentale di misura delle nanoparticelle in aria. Inoltre ha l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria e di sperimentare modelli di centraline che riducano i costi di gestione delle reti e migliorino la qualità e la quantità dei dati raccolti sfruttando le nuove tecnologie.

“Si tratta di attività – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte – che anticipano le disposizioni legislative, ponendo l’attenzione su temi molto sentiti dall’opinione pubblica in tema di prevenzione di rischi connessi all’inquinamento”.