• Articolo , 17 dicembre 2009
  • L’economia ‘low carbon’ farà nascere alleanze strategiche

  • Orientate verso l’acquisizione di tecnologie a basso impatto ambientale le aziende si alleano, si trasferiscono competenze e si forniscono assistenza. Potrebbe essere il miracolo della green economy

(Rinnovabili.it) – Il nuovo rapporto del Pricewaterhouse Coopers (PwC) indica che muoversi verso il raggiungimento dell’autosufficienza energetica, garantendo la riduzione delle emissioni dannose, potrebbe creare occasioni uniche per start-up innovative in grado di emergere come attori chiave nel campo delle infrastrutture.
Il documento afferma che la diffusione di ‘reti intelligenti’ e di tecnologie che utilizzano fonti energetiche non fossili ha portato a fusioni tra aziende automobilistiche, ditte fornitrici di servizi, costruttori di batterie e le imprese fornitrici di energia verde che ormai stanno cercando di giocare un ruolo chiave nello sviluppo di infrastrutture integrate si, ma low carbon, ottenendo successi nel nascente mercato delle tecnologie pulite.
“Il mercato delle ‘infrastrutture intelligenti’ sta creando una nuova era caratterizzata dalla convergenza e dal trasferimento di competenze e di attività in tutti i settori dell’industria” ha dichiarato Tim Carey, esperto di tecnologie pulite al PricewaterhouseCoopers degli Stati Uniti.
Il rapporto prevede anche che, al fine di realizzare una smart grid universale, sarà necessario creare nuove forme di partnership tra settore pubblico e privato, ma questi nuovi modelli di collaborazione dovranno essere strettamente orientati a garantire l’istallazione di tecnologie in modo rapido ed efficace.
Grazie all’aumento di queste trasformazioni delle tecnologie obsolete in tecnologie pulite è aumentato anche il sostegno della comunità degli investitori, interessati ad impegnarsi a favore della green economy. il nuoco trend è testimoniato dal brusco rialzo del settore delle tecnologie low carbon che, nel terzo trimestre, ha quasi raddoppiato le entrate grazie all’arrivo di 57 offerte per una quota di investimento pari a 898 dollari contro i 475 del secondo trimestre, generati da 49 offerte.